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È morto Saverio Pini, per anni custode del Museo della Badia di Vaiano

Firenzuola La Badia di Vaiano 9Il cordoglio dell’Associazione Nazionale Case della Memoria

L’Associazione pro Museo della Badia di Vaiano e l'Associazione Nazionale Case della Memoria si uniscono al cordoglio per la morte di Saverio Pini, unendosi al lutto della famiglia: la moglie Ida, la figlia Cristina e la nipote Giulia.

Saverio Pini, classe 1930, è morto a Vaiano, dove era nato. Per lunghi anni custode del Museo della Badia di Vaiano -  Casa Agnolo Firenzuola, ha avuto un ruolo determinante per il restauro e il salvataggio della Badia stessa. Negli anni ’70 e ’80, è stato il vero artefice dei restauri della Badia: prima il campanile che stava crollando nel 1974, poi nel 1979 i tetti della chiesa e nei primi anni ’80 tutti i tetti della Badia. Nel 1984, promosse il restauro dei mobili settecenteschi della sacrestia, poi il coro monastico, e ancora negli stessi anni i due quadri cinquecenteschi di Giovanni Maria Butteri, aiutato da un’altra grande personalità di spicco (in contrasto con la sua umiltà e riservatezza) cioè P. Ermanno Cambié, sacerdote sacramentino che per oltre 20 anni è venuto a Vaiano per il servizio domenicale e che ha amato in maniera del tutto singolare la Badia di Vaiano, che allora era in condizioni di vergognoso degrado.

Successivamente, nel 1992-1993, insieme ad altre pochissime persone, Saverio Pini è stato confondatore del Museo della Badia di Vaiano - Casa Agnolo Firenzuola. Poi, per lunghi anni, è stato custode attento e affidabile del Museo di Vaiano.

«Saverio Pini, fin da quando ero bambino e servivo la Messa in chiesa, mi ha trasmesso il suo amore appassionato nei confronti della Badia di Vaiano – dichiara Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione pro Museo e presidente dell'Associazione Nazionale Case della Memoria -. Mi ha raccontato che nei decenni in cui ha seguito in prima persona i lavori di restauro della Badia di Vaiano, quando c'era un sopralluogo, quando si doveva fare una domanda di finanziamento o qualsiasi altra cosa inerente i restauri, senza esitazione fermava il telaio e andava in Badia per intere giornate. Sono molto addolorato per Saverio, ma sono addolorato anche per il fatto che il corpo di Saverio non sia stato esposto, eccezionalmente per lui, nella Badia di Vaiano che ha tanto amato: sarebbe stato un segno di giustizia e di gratitudine per il suo impegno e per la sua passione. Insieme a lui mi piace ricordare solo coloro che non sono più fra noi: P. Ermannno, Giacomo Milloni, Francesca e Saverio Rigoli».

Il funerale di Saverio sarà nella chiesa della Badia di Vaiano lunedì 25 marzo alle ore 9:30.

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