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Address: Via Capoluogo, 1 52033 Caprese Michelangelo (AR) Tel: +39 0575 793776
Visiting Hours: Dal 1 aprile al 1 novembre e dal 26 dicembre al 6 gennaio: tutti i giorni ore 9.30-13 e 15-18.30 Dal 2 novembre al 24 dicembre e dal 7 gennaio al 31 marzo: sabato, domenica e festivi ore 10-13 e 15-17:30; dal lunedì al venerdì aperto su prenotazione per gruppi e scolaresche (chiamare con congruo anticipo)
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Casa natale – Caprese Michelangelo (Arezzo)

La Casa Natale di Michelangelo Buonarroti a Caprese Michelangelo (Arezzo), oggi sede di un museo dedicato, ha sede presso la rocca di Caprese Michelangelo ed è costituita da tre edifici principali: il Palazzo del Podestà, il Palazzo Clusini e la Corte Alta, oltre a un giardino con esposizione all'aperto racchiuso dentro la cinta muraria.
Il nucleo originario del museo, fondato nel 1875, ruota intorno al Palazzo del Podestà, edificio della prima metà del Quattrocento che fu residenza dei podestà fiorentini che qui si avvicendarono con carica annuale.
Tra questi podestà vi fu, nel 1474-1475, Ludovico di Leonardo Buonarroti, padre di Michelangelo: un documento di Ludovico, rinvenuto nel 1875 presso l'Archivio della Casa Buonarroti a Firenze, attesta la nascita del figlio Michelangelo a Caprese il 6 marzo 1475 (1474 secondo l'antico uso fiorentino) e ne testimonia anche il battesimo avvenuto due giorni dopo presso la vicina chiesa di San Giovanni Battista. Il Palazzo del Podestà è quindi considerato il luogo dove nacque il sommo artista, secondogenito di Ludovico e Francesca di Neri del Miniato del Sera.
Il primo nucleo del Museo nacque nel 1875 proprio all’interno del Palazzo del Podestà. Qui e nella Corte Alta è conservata una collezione permanente di scultura, composta da una considerevole collezione di statuaria da Michelangelo e una parte relativa ad autori del XIX e XX secolo, prevalentemente italiani. Il museo custodisce inoltre, al primo piano della Casa natale, il trittico “Madonna con Bambino tra i Santi Martino, Benedetto, Romualdo e Michele Arcangelo” di Giuliano Amidei (tempera su tavola, 1484 ca.), proveniente dall’antica abbazia di San Martino a Tifi. Al piano terra di Palazzo Clusini è conservata anche l’antica campana del castello (datata 1561).
 
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Address: Via Giosuè Carducci, 61-12, 57022 Castagneto Carducci LI 0565/765032
Visiting Hours: Orario Invernale (generalmente dal 16/9 al 14/06): Sabato e Domenica 15:00-18:00. Orario Estivo (generalmente dal 15/06 al 15/09): tutti i giorni escluso il Lunedì 10:00-13:00 e 16:30-19:30. L’Associazione si riserva di modificare l’orario di apertura in base alle esigenze interne. Si consiglia di telefonare allo 0565/765032 per verificare gli orari.
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(Castagneto Carducci - Livorno)

The Carducci House in Castagneto was to host the famous Nobel prize poet in two different times. The first one in 1848 when his family, fleeing from Bolgheri, lived in this house for about a year and a half. Giosue’s father was a doctor and also a revolutionary man, being a fervid republican against monarchy and against Roman Catholic church he caused great trouble to himself and his family. Doctor Michele Carducci and his family where sent away from Bolgheri through ”rifle shots” intimidatingly fired towards their windows home during a night in May 1848. For Doctor Michele life in Castagneto was featured by times of lively tensions and eager passions, reason being 1848 was the revolution year for people in Castagneto; later they obtained permission to use lands, timber and feedom for fishing and hunting in Della Gherardesca noble family’s estate. The second time in this house refers to his fame: Giosuè Carducci often returned to his adolescent home as renown poet. In february 1907 the 16th, on the poet’s death, Castagneto Marittimo with immediate municipal resolution, in his honour, became today’s Castagneto Carducci. The City Council had also a desire for acquiring the Carducci House as Museum but there was an obstacle: the property owner, Antonietta Espinassi Moratti, was only 12. The dream came true in June 1992 thanks to her daughter, Maria Bianca Cancellieri. Giosuè Carducci was born in Valdicastello on July 1835 the 27th and died in Bologna on February 1907 the 16th, in 1906 he was the first italian to receive the Nobel prize for literature.


 
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Address: Corso Dante, 9 70038 – Terlizzi (BA) Tel: +39 080 3542836
Visiting Hours: Aperta dal martedì al sabato, ore 10-13; il venerdì ore 16-19 Per gruppi organizzati e scolastici è obbligatoria la prenotazione
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Terlizzi (Bari)

Michele De Napoli (Terlizzi, 25 aprile 1808 – Terlizzi, 24 marzo 1892) è stato un pittore e politico italiano, considerato uno dei più notevoli rappresentanti della pittura pugliese della prima metà dell'800, in tutto l’ex Regno delle Due Sicilie (Campania, Lazio, Abruzzo, Puglia e Sicilia). Nel 1892 decise di donare al Comune di Terlizzi, con lascito testamentario, il Palazzo di famiglia e una collezione di oltre mille opere, perché fossero destinati a “conservare gli oggetti d’arte, gli scritti e quanto rimane della mia attività come elemento di storia agli studiosi delle cose nostre”.
Il Palazzo è oggi sede della “Pinacoteca de Napoli”, che raccoglie le opere dell’artista. Nel 2009 l’edificio, dopo lunghi e articolati lavori di restauro, è stato restituito al pubblico, dando modo all’Amministrazione comunale di allestire, nel luglio 2010, la mostra permanente “Michele de Napoli: dalla ‘pittura istorica’ alle opere tarde” che presenta una selezione di 85 opere particolarmente significative della ricerca artistica condotta da Michele de Napoli in quasi sessanta anni di attività, tra Napoli, Roma e la sua Terlizzi. Oltre alla mostra permanente, la Pinacoteca conserva una preziosa collezione di opere composta da 165 olii, 360 disegni, 9 acquerelli, 2 legni e paglia, 477 carboncini e gesso.
 
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Address: Via Cardonata 2 San Secondo di Pinerolo (TO) Tel: + 39 0121 376545 (segreteria) Tel: +30 0121 502761 (prenotazione visite)
Visiting Hours: Sabato, domenica, lunedì: 10-18.30; gli altri giorni su prenotazione
Website: Fondazione Cosso
Contact: segreteria
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Castello di Miradolo (Torino)

Il Castello di Miradolo è un'antica residenza che sorge accanto alle colline pinerolesi, da dove si gode di una stupenda vista del Monviso. Il Castello include un Parco storico, di oltre sei ettari di superficie, scrigno di ricchezze naturali e botaniche. Il Castello di Miradolo e il suo Parco hanno origini settecentesche, ma è a partire dagli anni Venti dell'Ottocento che vivono la loro epoca d'oro grazie a “Babet”, Maria Elisabetta Ferrero della Marmora, sposa di Maurizio Massel, secondo marchese di Caresana. Nuovi rifacimenti vengono ancora realizzati in occasione del matrimonio, nel 1866, tra la marchesa Teresa Massel e il conte Luigi Cacherano di Bricherasio, da cui nascono Sofia ed Emanuele. Con la marchesa Teresa e sua figlia, la contessa Sofia Cacherano di Bricherasio, ultima discendente della famiglia, il Castello diviene sede di un importante cenacolo culturale.
Nel 1950, con la scomparsa della contessa Sofia, la proprietà passa in eredità a una congregazione religiosa che la trasforma in casa per esercizi spirituali e per ospitalità di anziani. Nel corso degli anni la dimora e il suo Parco conoscono molteplici e infelici interventi, fino al 2007 quando un gruppo di privati acquista il Castello e il suo Parco che, dall'anno successivo, divengono sede della Fondazione Cosso, realtà privata che opera sul territorio con l'obiettivo di avvicinare le persone all'arte, alla musica, alla natura e a ogni espressione di bellezza. Al fine di valorizzare il complesso architettonico, la Fondazione Cosso ha intrapreso un’approfondita ricerca storica finalizzata alla ricostruzione della memoria del Castello, sia attraverso le fonti archivistiche che attraverso le più recenti testimonianze orali.
 
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Address: via Giorgio Jan, 15 20129 Milano + 39 02 88463736
Visiting Hours: Dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 Prenotazione obbligatoria per i gruppi (max 18 persone) allo 02.88463736 Chiuso il 1° gennaio, 1° maggio, 15 agosto, 25 dicembre
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Milano

La Casa-Museo Boschi Di Stefano (in via Giorgio Jan 15) è aperta dal 2003 ed espone, nei locali abitati dai coniugi Antonio Boschi (1896-1988) e Marieda Di Stefano (1901-1968), una selezione di circa trecento delle oltre duemila opere della loro collezione, donata al Comune di Milano nel 1974.
Una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del XX secolo, tra pitture, sculture e disegni, dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni Sessanta.

All’ingresso si trovano i ritratti dedicati ai coniugi Boschi e le ceramiche della stessa Marieda, tele di Severini e di Boccioni mentre nella “sala del Novecento italiano” sono esposte opere di Funi, Marussig, Tozzi, Carrà e Casorati. La “sala Sironi”, interamente dedicata all’artista, ospita anche sculture di Arturo Martini. E poi scorrono il Gruppo di Corrente, Morandi e De Pisis, i Chiaristi e ancora gli “Italiens de Paris” (Campigli, Paresce, Savinio, de Chirico).
La “sala Fontana” propone venti lavori, mentre le ultime due stanze sono riservate ai postcubisti picassiani, agli spazialisti, ai nucleari e ai pittori informali, fra cui Piero Manzoni con i celebri “Achrome”.
 
 
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Address: Via Firenze, 164 Località San Varano - Forlì Tel +39 0543 712627 - 712633
Visiting Hours: La casa museo apre su prenotazione. Contattare il Servizio Cultura e Turismo - Unità Musei allo 0543 712627/712633
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Villa Saffi - Forlì

Villa Saffi, di proprietà del comune di Forlì dal 1988, era originariamente un convento dei Gesuiti (all’esterno della facciata sono ancora visibili tracce della loro cappella) acquistato dal conte Tommaso Saffi, nonno di Aurelio, e utilizzato in prevalenza come residenza estiva.
A lungo e stabilmente vi risiedette Aurelio Saffi, erede politico di Giuseppe Mazzini, che qui si spense il 10 aprile 1890. Il suo ricordo e quello delle vicende storiche di cui fu protagonista ricorrono negli arredi e nei materiali cartacei e decorativi qui conservati, senza dimenticare che, ancor prima, la villa fu sede di riunioni carbonare e indicata in linguaggio cifrato come Vendita dell’amaranto.
Il fascino della villa, oltre che alle memorie storiche, è legato alla conservazione di arredi originari di notevole pregio ed eleganza e alla ricca biblioteca, che comprende anche un’importante raccolta di quotidiani rari. All’interno dell’immobile, inoltre, è presente la testimonianza lasciata dall’artista Amerigo Bartoli Natinguerra (Terni, 1890-Roma, 1971), che dipinse a trompe-l’oeil la cosiddetta stanza del ping-pong. Attigui all’abitazione padronale sono l’abitazione del custode, un’ampia casa colonica e una costruzione probabilmente utilizzata, in origine, come scuderia.
La villa è circondata da un parco dominato, nella parte anteriore, da un maestoso cedro del Libano probabilmente risalente ai tempi del triumviro, a cui si sono aggiunti magnolie, platani, cipressi, sapientemente mescolati a noccioli, viburni e lauri. Nella parte retrostante la villa, della piccola macchia di querce esistente in passato, sopravvivono alcuni esemplari, che creano un boschetto al cui interno venne costruita la grotta che fungeva da neviera.
 
 
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Address: Via San Sisto, 4/A Milano Tel. +39 02 88463614 / 86453005
Visiting Hours: Da martedì a domenica dalle 10 alle 18
Website: fondazione
turismo Milano
Contact: museo

Milano

La casa studio Francesco Messina (in via Cesariano 10) a Milano aperta nel 1974 è ospitata nell’antica chiesa sconsacrata di San Sisto: è qui che l’artista siciliano (1900-1995), milanese di adozione, ha voluto che fosse conservata una parte della sua opera, grazie al lascito fatto al Comune di Milano. Insieme a Giacomo Manzù, Arturo Martini e Marino Marini, Francesco Messina è considerato uno dei maggiori esponenti della scultura figurativa del Novecento. Tra le sue opere non si possono non citare la Santa Caterina da Siena sul lungotevere di Castel Sant'Angelo, la Via Crucis di San Giovanni Rotondo, il celebre Cavallo morente della RAI, il Monumento a Pio XII nella Basilica di San Pietro.
Lo Studio Museo custodisce 80 sculture e 26 opere su carta scelte tra le più pregevoli dell’artista siciliano. Realizzate nell’arco dell’intera vita del maestro, ne documentano la grande abilità tecnica e l’interesse per il realismo. La maggior parte delle sculture esposte sono realizzate in bronzo, ma sono presenti alcune preziose opere in terracotta policroma, in gesso, marmo e cera, espressive di quell'istante vitale che anima i cavalli in corsa, le danzatrici flessuose o i volti di personaggi più o meno famosi del XX secolo. Anche le opere su carta, litografie, acquarelli, matite e pastelli, trattano gli stessi soggetti delle sculture: nudi, cavalli, ritratti. Visibile anche lo studio dell’artista, conservato intatto, oltre al letto in cui il maestro dormiva nei periodi di più intenso lavoro. Lo spazio propone mostre e attività legate al mondo della scultura contemporanea.
 
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Address: Via Posterla 84, 97015 - Modica (RG) Tel. +39 331 5876218
Visiting Hours: Tutti i giorni dalle 10 alle 20; martedì e giovedì fino alle 22. Il 17 agosto e il 7 settembre 2019 il Museo chiude a mezzanotte. È sempre consigliata la prenotazione per i gruppi
Website: Casa Quasimodo
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Casa natale – Modica (Ragusa)

Il Museo Casa Natale Salvatore Quasimodo si trova nel centro storico di Modica in via Posterla 84. Il museo è ospitato all’interno della casa dove il Premio Nobel per la letteratura nacque il 20 agosto del 1901. La casa natale si trova al primo piano di una palazzina che affaccia sulla strada, di fronte alla chiesa madre di San Pietro. È composta da cinque ambienti: l’ingresso, lo studio, la camera da letto, due stanzette aperte nel 2016 e adibite a sala video e sala lettura.
Nei due ambienti principali (lo studio milanese e la camera da letto) sono custoditi mobili e oggetti appartenuti al grande letterato e si ha l'occasione per ammirare fotografie autografate, edizioni speciali delle opere quasimodiane, cimeli appartenuti al Poeta, testimonianza della grandezza delle sue opere. Il Museo rappresenta un vero luogo della memoria, in cui si può riuscire a cogliere l'essenza della storia che vi si racconta e dell'arte che vi si manifesta attraverso il ricordo e la riflessione. Ma è anche il vivo racconto di un'epoca, della società che si riferisce ad essa e del territorio di cui fa parte, attraverso la scoperta della personalità, dell'opera e delle emozioni del grande poeta che vi nacque.
Negli anni in cui l’associazione Proserpina ha assunto la gestione della casa museo sono stati eseguiti numerosi interventi manutentivi, sia interni sia esterni, per rendere l’ambiente più accogliente, funzionale ed elegante. L’associazione Proserpina, presieduta da Marinella Ruffino e composta dalle socie Manuela Modica e Maria Antonella Cilia, in questi anni ha promosso iniziative, programmi ed eventi con l’obbiettivo di diffondere in maniera sempre più ampia l’opera del Nobel, approfondire alcune tematiche specifiche della sua opera e valorizzare il patrimonio librario, materiale e immateriale che fa riferimento al mondo quasimodiano.
 
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Address: Via Antonio Bruni 73100 - Lecce Tel: + 39 327 7385404
Visiting Hours: Tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 18 alle 21
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Lecce

Cosimo Della Ducata (1934 – 1995), pittore e scultore salentino, acquista nel 1964 insieme alla moglie Rachele, il terreno dove realizzare la propria dimora, progettata secondo i disegni dell’artista stesso, che esegue anche gran parte dei lavori. Oltre agli affreschi del Maestro, gli ambienti della casa ospitano alcuni arredi da lui stesso progettati: porte, librerie, lampadari in ferro battuto, caminetti e decorazioni, ma anche i capitelli del porticato d’ingresso al salone espositivo e le nicchie centinate che ospitano tele sagomate e affreschi. L’affresco intitolato “A Padre Pio”, presente nella sala dedicata al Santo, rimane incompiuto in seguito all’improvvisa scomparsa dell’artista. Nel 2001 gli eredi istituiscono l’Associazione “Cosimo e Rachele Della Ducata” al fine di tutelare il patrimonio artistico e divulgare il messaggio dell’Artista. Nel 2016 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dichiara di interesse culturale lo Studio d’Artista Cosimo Della Ducata e la Collezione d’Arte in esso contenuta.
La residenza, concepita come una living gallery, è abitata e curata dalla moglie. Il portone d’ingresso invita direttamente nel salone espositivo dedicato a una significativa selezione di opere pittoriche e scultoree. All’ingresso della camera matrimoniale è collocata una Natività di grande dimensione, unica opera in cartapesta dell’artista che conserva al suo interno la sua divisa militare. La camera mostra opere pluripremiate, ritratti e opere sacre; la stessa spalliera del letto custodisce nel rosone centrale una Sindone dipinta dall’artista.
Al piano inferiore, ecco la tavolozza, i colori, le matite e i pennelli, l’accendino e la pipa che affiancano il busto dell’artista in cemento e gesso, incompiuto. Procedendo lungo la galleria delle sculture e dei piatti dipinti ci si affaccia sullo studio-laboratorio dove Della Ducata realizzò il grande caminetto sormontato da un bassorilievo in pietra leccese. La sala custodisce l’intero corpus delle opere e la raccolta epistolare e documentaria.
Vi sono inoltre esposti gli utensili di falegnameria del padre, la macchina da cucire della madre e gli strumenti del lavoro del Maestro. La cucina dallo stile rustico conserva vari oggetti della tradizione. Il giardino, curato con passione da Rachele, la cui estetica scenografica è parte integrante della villa, accoglie diverse specie di piante, dagli alberi agli arbusti, dai fiori ai rampicanti.
 
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Address: Via Saragozza 135 40135 Bologna
Visiting Hours: visite da programmare
Website: - FB: Atelier Tullio Vietri
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Atelier - Bologna

L’Atelier di Tullio Vietri (Oderzo, 23.01.1927- Bologna 23.04.2016) si trova a Bologna in via Saragozza 135. È stato il suo rifugio, intimo e quasi impenetrabile. Un luogo di lavoro, un laboratorio e un deposito dove negli anni si accumulano giornali, riviste, pennelli, colori a tempera, acrilici, vernici, colla, puntine, chiodi, martelli, materiali di recupero, pannelli di faesite, fogli di carta e gli oggetti più disparati insieme a documenti d’archivio, disegni e dipinti accatastati gli uni sugli altri. È qui che, tra il 1995 e il 2008, Vietri dipinge e raccoglie la stragrande maggioranza delle sue opere e dove continua incessantemente a produrre finché gravi difficoltà di deambulazione gli impediranno di raggiungerlo.

Dal 2010 si susseguono progressive risistemazioni volte a salvaguardare opere e locali. Nel 2017 poi, in esecuzione delle volontà testamentarie di Vietri, il Comune di Oderzo preleva le opere pittoriche e grafiche che insieme ad archivi e libri andranno a costituire il progettato centro di documentazione. L’atelierperò resta intatto con tutti i suoi arredi e gli strumenti di lavoro: i cavalletti con gli ultimi dipinti ancora fissati con le puntine da disegno, barattoli di colore e di colla, tanti pennelli ancora intrisi di colore, il tavolo da disegno. Una realtà nell’insieme ancora capace di parlare dell’artista, una realtà che la figlia Silvia e la moglie Anna Maria hanno deciso di mantenere e rivitalizzare. 

È stata quindi collocata nello studio la maggior parte della collezione privata, sulle pareti sono stati esposti i quadri già montati, sugli scaffali sono stati collocati centinaia di fogli messi da parte negli anni per la famiglia e anche qualche cartella di grafica sempre conservata nell’abitazione dell’artista è andata a ricostruire l’ambiente insieme ad un piccolo gruppo di dipinti a olio della giovinezza gelosamente custoditi tra le cose di casa. Nell’ atelier è stata portata anche la grande scrivania che per anni era stata in biblioteca, insieme alla macchina da scrivere su cui Anna Maria batteva sotto dettatura i testi del marito. Infine i cataloghi degli artisti recensiti nella rivista, dei contemporanei di cui aveva visitato le mostre o semplicemente di quelli più vicini per amicizia o per conoscenza personale. Qualche mobile di casa completa l’ambiente che pur non essendo più quello di Vietri vivente, restituisce comunque un’immagine veritiera dell’uomo, dell’artista e dell’operatore culturale.

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