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Essere Patrimonio: a Casa Artusi dialoghi con autori, spettacoli, conferenze e degustazioni

Programma A1 digitale compressed page 0001La XXX edizione della Festa Artusiana è una tappa che ci inorgoglisce. Trent'anni di festa, in un anno in cui la cucina italiana ha ottenuto il riconoscimento più alto: il 10 dicembre 2025, a Nuova Delhi, il Comitato Intergovernativo UNESCO ha iscritto la cucina italiana nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità.

Un traguardo raggiunto anche grazie al contributo diretto di Casa Artusi, che ha curato e promosso il dossier di candidatura insieme all'Accademia Italiana della Cucina e alla rivista La Cucina Italiana, sotto la direzione scientifica di Massimo Montanari. Un lavoro lungo anni, condotto in dialogo con il Ministero della Cultura, che ha portato all'ambizioso riconoscimento. 

 

Sabato 27 giugno 2026 ore 18:30 

Evento di inaugurazione

Saluti delle istituzioni e taglio del nastro 

Essere Patrimonio
Lectio di Massimo MontanariCoordinatore Comunità Scientifica Casa Artusi 

Scegliere questo tema per il trentennale della festa artusiana non significa celebrare un risultato, ma assumerne la responsabilità. Essere Patrimonio — il titolo di questa edizione — non è un'etichetta da esibire né una conquista da ostentare: è una presa di coscienza collettiva. Un patrimonio esiste davvero solo se viene vissuto ogni giorno: nei gesti a tavola, nelle scelte di chi cucina, nella cura con cui si tramandano saperi e pratiche. È una responsabilità che chiama in causa tutti — chi coltiva, chi trasforma, chi cucina, chi mangia, chi insegna, chi racconta — perché l'identità gastronomica italiana non è un bene acquisito per sempre, ma un patrimonio vivo, in continua trasformazione, che si conserva solo attraverso la consapevolezza di chi lo abita. Forlimpopoli, casa di Pellegrino Artusi, è il luogo più giusto per ricordarcelo.

Inaugurazione del nuovo museo di Casa Artusi e della mostra fotografica “30 tavole” 

Consegna dei Premi speciali Folco Portinari, 30 anni di festa artusiana 

Segue aperitivo per i presenti in collaborazione con Caviro

Ricetta: Baccalà montebianco n.118, cipolla rossa e finocchietto selvatico

Consigliata la registrazione: https://form.jotform.com/26146...

Sabato 27 giugno 2026 ore 21

Il Molino Benini si racconta 

Nel centenario (1926-2026)  del Molino Benini di Santo Stefano di Ravenna, partner tecnico di Casa Artusi, la farina diventa protagonista di un racconto tra memoria, tradizione e saper fare. Con Luciano Ricci e la sfoglina dello storico molino, grandi e piccoli potranno scoprire le farine “a macina lenta” e partecipare a un laboratorio pratico di pasta fresca e strozzapreti.

Ingresso libero alla conferenza introduttiva. Laboratorio pratico su registrazione: €20 a persona, massimo 10 partecipanti. Iscrizioni a questo link: https://bit.ly/4uhPTI6 

A seguire il carrettino dei Gelati artusiani in collaborazione con Gelateria KM7 di Forlimpopoli 

Domenica 28 giugno 2026 ore 19 

200 anni di Stamperia Pascucci 

In occasione del bicentenario (1826-2026) Casa Artusi accoglie la Stamperia Pascucci per raccontare storie inedite e curiosità di una famiglia che da generazioni porta avanti la tradizione della stampa romagnola su tela. La corte di Casa Artusi si tinge a festa ed espone alcune delle meravigliose opere della Stamperia che faranno da cornice a un laboratorio pratico per piccoli e adulti dove poter apprendere le tecniche della stampa tradizionale. 

Evento a ingresso libero per la conferenza introduttiva
Quota di partecipazione al laboratorio pratico euro 20 a persona (per massimo 20 partecipanti obbligatoria la registrazione) 

Ingresso libero alla conferenza introduttiva. Laboratorio su registrazione: €20 a persona, massimo 20 partecipanti. Iscrizioni a questo link: https://bit.ly/3RBK5vv A seguire aperitivo artusiano con il Tormentone di Slow Food
Ospite Azienda Agricola Scarpellini per la Cipolla dell'Acqua di Santarcangelo  

Ricetta: Zucchine col regamo n.376 Squacquerone di Romagna DOP Caseificio Mambelli e Cipolla dell'acqua di Santarcangelo caramellata 

Domenica 28 giugno 2026 ore 21 

Cibaria: curiosità, riti e stranezze intorno al cibo 

Spettacolo di disegno dal vivo di Gabriele Pino e Luigi Ferrando. Presentazione e letture tratte dal libro Cibaria e dal manuale dell’Artusi a cura di Denio Derni. 

Un viaggio quasi psichedelico, che confonde e affascina, è quello offerto al lettore da Luigi Ferrando attraverso questi racconti in cui i protagonisti sono alimenti, usi e costumi stravaganti: dal fugu giapponese al rito del coprirsi il capo per mangiare gli uccellini ortolani; dal miele con proprietà psicotrope del Nepal all’Akutak dell’Alaska a base di balena, caribou, mirtilli e foglie; dal dolce Karidaki glyko a Cipro ai pregiati nidi di salangana della Thailandia. Le 40 storie narrate da Ferrando con uno stile molto personale sono veri racconti, evocativi e coinvolgenti, che si intrecciano con le fantastiche illustrazioni di Gabriele Pino e fanno sognare esotismi lontanissimi o incredibilmente vicini, un viaggio che tocca gli angoli più remoti del mondo così come le lande o città più note. Luoghi dove si producono o raccolgono alimenti dalle storie incredibili, che sembrano inventate ma che raccontano immaginifiche realtà.

A seguire il carrettino dei Gelati artusiani in collaborazione con Gelateria KM7 di Forlimpopoli 

Lunedì 29 giugno ore 19 

FoODLAND – I Paesaggi del Cibo del Mediterraneo

Milena Bertani, presidente di AICCRE, presenta FoODLAND: un progetto nato per valorizzare i paesaggi del cibo del Mediterraneo come patrimonio culturale, ambientale e identitario condiviso. La conferenza sarà un confronto con esperti, accademici, istituzioni e amministratori locali, sul ruolo del cibo come linguaggio universale e strumento di dialogo tra territori, comunità, biodiversità, produzioni tradizionali e turismo sostenibile, anche in vista di un futuro Itinerario culturale europeo.

AICCRE – Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa – è l’organizzazione che riunisce enti locali e regionali italiani impegnati nella cooperazione europea, nel dialogo tra territori e nella promozione dello sviluppo sostenibile. Da sempre attiva nella costruzione di reti internazionali tra comunità locali, AICCRE ha promosso FoODLAND con l’obiettivo di riconoscere il cibo come elemento culturale capace di raccontare la storia dei territori mediterranei, le loro identità e le relazioni tra i popoli.

Il progetto nasce dalla consapevolezza che i paesaggi del cibo rappresentano un patrimonio condiviso del Mediterraneo: luoghi in cui natura, tradizioni agricole, biodiversità, pratiche produttive e culture alimentari si intrecciano da secoli, generando identità locali uniche ma profondamente connesse tra loro. FoODLAND intende mettere in rete queste esperienze territoriali, valorizzando comunità, produzioni tradizionali, pratiche sostenibili e patrimoni gastronomici come strumenti di sviluppo culturale, sociale ed economico.

Segue aperitivo artusiano in collaborazione con Caviro

Ricetta: Sandwich n.114 di Pellegrino Artusi

Lunedì 29 giugno ore 21

Il gusto del prato. Prati stabili, biodiversità e il futuro dei formaggi

Un racconto che spiega come la ricchezza botanica dei prati influenzi e aiuti non solo il mantenimento della biodiversità, ma anche il benessere animale per la produzione di un latte migliore, dei suoi derivati, migliorando così la nostra salute e il piacere di stare a tavola.

I prati stabili sono ecosistemi preziosi in cui natura, agricoltura e tradizione convivono da secoli. Ricchi di erbe e fiori spontanei, custodiscono una straordinaria biodiversità e offrono rifugio a insetti impollinatori e fauna locale. Non essendo arati né riseminati, mantengono il terreno fertile in modo naturale e aiutano a contrastare l’erosione. Dalla varietà delle essenze presenti nasce anche un latte più ricco di aromi, qualità nutrizionali e legame con il territorio. Oggi i prati stabili rappresentano un modello concreto di sostenibilità, capace di unire paesaggio, cultura e tutela dell’ambiente.

Intervengono
Pietro Luciano Venezia, Veterinario - Armonie Animali e gruppo lavoro filiera zootecnica Slow Food Italia
Stefano Samorè, Naturalista – Oltreterra
Nicola Brighi – Produttore - Il Satiro
Roberto Casamenti - Oste per passione – Osteria La Campanara

Modera Lia Cortesi, Slow Food Forlì Appennino Forlivese

Al termine della conferenza la consegna del Premio Marietta ad honorem a Nicola e Lorenzo Brighi, Il Satiro 

La città di Forlimpopoli su proposta di Casa Artusi assegna il Premio Marietta ad honorem 2026 ai fratelli Nicola e Lorenzo Brighi dell’azienda Il Satiro, per l’impegno quotidiano nella tutela dei Prati Stabili, emblema di equilibrio tra essere umano e natura, che si traduce in un sistema olistico, che rispetta gli animali, conserva la biodiversità e il paesaggio. 

Segue degustazione a tema con i formaggi de Il Satiro

Ricetta: Petonciani n.399 con Robiola de Il Satiro e Olio extravergine d'oliva all'origano

Martedì 30 giugno ore 19 

Cucina mix: storie diasporiche 

Con Grazia Menechella (University of Wisconsin-Madison) e le scrittrici Gabriella Ghermandi e Gabriella Kuruvilla. 

Incontro a tre voci sulla cucina diasporica in Italia e fuori dell’Italia con enfasi sulla cucina diasporica italo-etiope (Ghermandi), italo-indiana (Kuruvilla) ed italo-canadese (Menechella) con narrazioni, riflessioni e letture. Ghermandi, Kuruvilla e Menechella si alterneranno nel raccontare storie di cibo ed identità legate a luoghi e comunità in Italia e nel mondo.

Gabriella Ghermandi è scrittrice, narratrice e musicista italo-etiope (nata ad Addis Abeba da madre etiope e padre italiano -- a Bologna dal 1979), Gabriella Kuruvilla è scrittrice, pittrice ed illustratrice (nata a Milano da madre italiana e padre indiano – vive a Milano), Grazia Menechella è docente e studiosa di letteratura italiana contemporanea (nata in Canada e cresciuta in Italia – in Nord America dal 1987). 

Segue degustazione della ricetta Spaghetti al tonno con berberè e i vini di Caviro

Martedì 30 giugno ore 21 – Arena Centrale, Piazza Fratti 

E-RiSalutami tuo fratello
Spettacolo di Marco Ligabue e Andrea Barbi sulle DOP e IGP dell’Emilia-Romagna 

Salutami tuo fratello è uno spettacolo nato dal libro omonimo di Marco Ligabue, riadattato per il live da Andrea Barbi. Dopo oltre 200 date, il progetto si conferma un format consolidato e versatile, capace di adattarsi a contesti e rassegne di natura diversa — teatri, festival, eventi istituzionali — e di coinvolgere pubblici eterogenei per età e provenienza.

Marco Ligabue e Andrea Barbi sono una coppia artistica complementare e riconoscibile. Marco porta sul palco la musica, la narrazione, il repertorio. Andrea porta l'interazione, la conduzione, la capacità di rendere ogni serata unica e partecipata. Insieme costruiscono un equilibrio raro tra intrattenimento e contenuto, tra leggerezza e profondità. 

Il tour 2026 si arricchisce di una formula interattiva a 360°: il pubblico è invitato a indovinare i brani eseguiti a sorpresa da Marco, mentre Andrea — con la sua riconosciuta capacità di gestione del palco — coinvolge direttamente chi per primo riconosce la canzone, trasformandolo in protagonista. Il risultato è uno spettacolo che varia ogni sera, alternando momenti esilaranti a momenti di cultura musicale, con premiazioni finali che valorizzano le eccellenze gastronomiche del territorio ospitante. Marco Ligabue e Andrea Barbi sono ambasciatori, per il quarto anno consecutivo, delle 45 eccellenze DOP e IGP dell'Emilia-Romagna. Un ruolo che non è decorativo ma narrativo: la loro capacità di raccontare il territorio in modo autentico e popolare ha trovato riconoscimento anche a livello internazionale. Nel novembre 2025, il loro showcase a Bruxelles — in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo — ha registrato il tutto esaurito sia al Parlamento Europeo sia all'Istituto Italiano di Cultura, confermando la forza del format e la sua capacità di portare il valore dei prodotti regionali italiani oltre confine.

Mercoledì 1° luglio ore 19 

La cucina dei perché di Marino Niola, Slow Food editore. Dialoga con l’autore Elisabetta Moro, Antropologa, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli. 

Perché i gladiatori mangiavano tante cipolle? Perché il pomo è "della discordia" e le forchette hanno quattro punti? Da dove vengono i nomi parmigiana e barbecue? E perché si sono affermati modi di dire come "avere sale in zucca" o "pan per focaccia".

Ogni cucina è il frutto di mescolanze, prestiti e incroci. Anche il piatto più tradizionale ha dentro la traccia dell'altro. Quel che lega un cibo a una terra non è infatti la nascita, ma l'adozione. Per dirla in altre parole, l'identità - sia essa gastronomica, religiosa, paesana - è essenzialmente un sentimento, una memoria. E come tale non ha confini, se non quelli della mente e del cuore.

In questo libro-raccolta di perché e meditazioni, Marino Niola, antropologo ed editorialista napoletano, indaga le origini delle nostre abitudini a tavola. A volte sembrano "solo" curiosità, ma ci aiutano a riflettere, perché come sosteneva Lévi-Strauss "una cosa diventa buona da mangiare quando è anche buona da pensare". 

Marino Niola insegna Antropologia dei Simboli, Antropologia delle arti e della performance e Miti e riti della gastronomia contemporanea all’Università degli Studi di Napoli Suor Orsola Benincasa. Svolge attività di divulgazione. Sul Venerdì di Repubblica cura la rubrica Santi Subito. 

A seguire aperitivo artusiano con il Tormentone di Slow Food.
Ospite Azienda Terra di Brisighella 

Ricetta: Pane e Olio extravergine di Brisighella DOP e Presìdio Slow Food

Mercoledì 1° luglio ore 21

Una tripletta UNESCO. L’Italia a tavola Patrimoni dell’Umanità con Elisabetta Moro, Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Nel 2010 la Dieta mediterranea, nel 2017 l'Arte del pizzajuolo napoletano, nel 2025 la Cucina italiana: tre riconoscimenti UNESCO che certificano come nessun altro Paese al mondo abbia saputo tradurre la propria identità gastronomica in patrimonio culturale immateriale dell'umanità. 

Una tripletta unica, che non è il frutto del caso ma il risultato di una storia profonda — fatta di mescolanza di popoli e culture, di creatività nata dalla necessità, di una capacità tutta italiana di trasformare l'indigenza in eccellenza.

Pasta e pizza ne sono le icone più riconoscibili: semplici e raffinate, fantasiose e rigorose, innovative e tradizionali insieme. Ma più che piatti, sono simboli di un modo di stare al mondo — di una civiltà della tavola che l'UNESCO ha scelto di tutelare in tre momenti distinti e complementari. La conferenza esplora il senso e il valore di questa straordinaria sequenza di riconoscimenti: cosa significa per l'Italia essere tre volte patrimonio immateriale, quali responsabilità comporta e come questo primato vada custodito, raccontato e tramandato.

Elisabetta Moro è Componente Assemblea Commissione Nazionale Italiana UNESCO. Insegna presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli Antropologia culturale, Etnoantropologia e Cultura identità. Presso l’Università di Napoli Federico II è docente di Storia della gastronomia mediterranea ed Antropologia della Dieta Mediterranea. È editorialista del Corriere della Sera e de Il Mattino, consulente scientifica RAI e ospite esperta di programmi televisivi e produzioni internazionali. Condirige il Museo Virtuale della Dieta Mediterranea e il MedEatResearch

A seguire il carrettino dei Gelati artusiani in collaborazione con Gelateria KM7 di Forlimpopoli 

Giovedì 2 luglio ore 19 

I nomi del pane e della pasta di Valentina Iosco, Leo. S. Olschki editore. Dialoga con l’autrice Veronica Ricotta, Università per Stranieri di Siena. 

In stretto dialogo con il Progetto AtLiTeG (Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall’età medievale all’Unità), diretto da Giovanna Frosini il volume presenta una ricerca sui nomi del pane e della pasta diffusi in Italia dal Medioevo agli anni Trenta del Novecento. Si descrivono i percorsi di termini dalla tradizione antica – come focacciapanfortepizza vermicelli – e più recente – come grissinofusilli, panettone o penne – spesso retrodatati di decenni, e talvolta di secoli. Oltre centosettanta voci, studiate da un punto di vista lessicologico e lessicografico, diacronico e diatopico, raccontano tra stabilità e mutamento un patrimonio di parole e cose profondamente identitario per l’Italia.

Valentina Iosco è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Firenze nell’àmbito del progetto Vocabolario Dantesco. Collabora con il progetto AtLiTeG (Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall’età medievale all’Unità) e con il Lessico Etimologico Italiano. Formatasi all’Università per Stranieri di Siena, ha conseguito il titolo di dottorato in “Linguistica storica, Linguistica educativa e Italianistica. L’Italiano, le altre Lingue e Culture” con uno studio sui nomi del pane e della pasta sotto la guida della Prof.ssa Giovanna Frosini. Rientrano fra i suoi interessi di ricerca la lessicografia italiana, la lingua del cibo e il lessico della Commedia di Dante.

Segue aperitivo artusiano in collaborazione con Caviro 

Ricetta: Crostini di fegatini di pollo e salvia n.111

Giovedì 2 luglio ore 21

L’Isola che c’è: la cucina domestica di Sardegna. Conferenza di Alessandra Guigoni. Segue lo spettacolo “Storie di Grazia e di amicizia” in omaggio a Grazia Deledda e Artusi con Paola Contini e Paola Sabbatani. 

La cucina domestica sarda è una cucina che, per la storia culturale e la geografia dell'Isola, è rimasta per molto tempo poco conosciuta e raccontata. Le prime rare ricette sono tardo ottocentesche e si deve proprio a Grazia Deledda una prima fondamentale opera di comunicazione dell'identità enogastronomica sarda. La gastronomia dell’isola manca anche nell’Artusi, il ricettario della cucina nazionale per antonomasia. Solo nella seconda metà del Novecento nascono i ricettari scritti, dopo secoli di trasmissione orale. Oggi il patrimonio gastronomico sardo vanta una ventina di paste essiccate e fresche, più di 100 tipologie di dolci, 500 ricette, spesso uniche e originali.

A seguire lo spettacolo Storie di Grazia che è un viaggio attraverso l’universo artistico e degli affetti della Deledda, la prima donna italiana, e per ora l’unica, ad aver ricevuto il premio Nobel per la letteratura, del quale celebriamo, in questi anni, il centenario dell’assegnazione e della consegna. Personaggi che popolano le tante storie da lei narrate, amicizie vissute con semplicità e sentimento profondo, con i colleghi scrittori e con tutte le persone incontrate nei lunghi soggiorni estivi a Cervia, la sua seconda patria dopo la Sardegna: di questo e tanto altro parla questo spettacolo accompagnato dalla voce narrante e recitante di Paola Contini e dal canto di Paola Sabbatani e della sua fisarmonica. 

Alessandra Guigoni è antropologa culturale e giornalista. Dottore di ricerca collabora con Università, Enti e Associazioni per la valorizzazione dell'agroalimentare, il turismo enogastronomico e lo sviluppo rurale. Insegna allo IED. Ha scritto una decina di libri e ha una sessantina di pubblicazioni scientifiche alle spalle. Recentemente ha pubblicato l'ebook Enciclopedia Enogastronomica della Sardegna, 660 pagine con 1000 tra voci e ricette e 1000 aziende sarde del settore schedate".  

Paola Contini, formata in teatro e attiva anche nel cinema e in TV, da anni si dedica alla ricerca sul linguaggio poetico di  autori  classici e contemporanei  e produce progetti di teatro musicale. Attualmente sta presentando due spettacoli dedicati a Grazia Deledda, nel centenario del Nobel per la letteratura, e Alda Merini per Francesco d'Assisi. 

Paola Sabbatani è cantante, compositrice e autrice. Dal 1990 al 2002 è parte del Teatro Due Mondi, impegnata in tour nazionali ed internazionali. Collabora con diversi attori, registi e istituzioni teatrali componendo e curando musiche di scena e formazione al canto. Nel 2006 dà vita a un progetto con brani originali con musicisti di formazione jazz tra cui Stefano e Patrizio Fariselli, con i quali realizza il cd Vite andate. Nel 2007 è finalista al Premio Lumezia, sezione autore. Nello stesso anno crea con il contrabbassista Roberto Bartoli “Non posso riposare”, concerto-spettacolo di riproposizione di canti di lotta, di lavoro e d’amore, da cui il cd/dvd omonimo considerato dal quotidiano “la Repubblica” uno degli eventi musicali più importanti del 2007. Nel 2023 è uscito per edizioni Una città il cd “Libertà e malinconia” di cui firma testi e musica, che ha ottenuto molti consensi di pubblico e critica. Tiene da molti anni e per università, enti e associazioni, corsi e laboratori di canto collettivo, tecnica vocale e polifonia.

Al termine il carrettino dei Gelati artusiani in collaborazione con Gelateria KM7 di Forlimpopoli 

Venerdì 3 luglio ore 19 

Il Conviviale. Arti, storie, culture dei cibi e delle mense. Il lavoro editoriale casa editrice. 

Una collana di volumi tematici e progetto di ricerca nato dall'incontro tra il professor Tommaso Lucchetti e i suoi studenti del corso di laurea in Scienze Gastronomiche dell'Università di Parma. Il nome stesso richiama un'idea di condivisione: non solo del pasto, ma del sapere, della cultura e delle tradizioni che la tavola ha sempre custodito e tramandato. 

Questa serie di pubblicazioni non si limita alla cucina in senso stretto, ma esplora tutto ciò che ruota attorno al convivio: dalla sapienza dell'agricoltura e dell'allevamento alla ricerca dei frutti spontanei della terra, dall'arte dell'artigianato alimentare alle simbologie e convenzioni della tavola, dalle raffinatezze del galateo fino alle tracce che il cibo ha lasciato nella storia, nella letteratura e nella filosofia. Perché la convivialità non è solo nutrimento, ma anche rito, linguaggio e identità culturale.

Questa collana si rivolge a chi vede nella tavola un luogo di incontro tra memoria e creatività, tra piacere e sapere. Perché sapore e sapere condividono la stessa etimologia, e in queste pagine si intrecciano per offrire una lettura che nutre tanto la mente quanto il palato.

A seguire aperitivo artusiano con il Tormentone di Slow Food e l'Acetaia Bellei, Bomporto Modena

Ospite Azienda Agricola Tozzi-Fabbri per Il Pollo Romagnolo e Acetaia Bellei per Aceto Balsamico di Modena 

Ricetta: Frittate diverse n.145 con bietole e fagiolini in abbinamento all'Aceto Balsamico di Modena, Acetaia Bellei 

Venerdì 3 luglio ore 21

A Cena con Diritto — Norme, Leggi e Sentenze indispensabili per far funzionare il tuo ristorante di Alessandro Klun — Dario Flaccovio EditoreDialoga con l'autore Enrico Vignoli

Quante regole si nascondono dietro l'apertura di un ristorante, la gestione di un cliente difficile, una recensione online o il diritto di tappo? Più di quante si pensi — e conoscerle può fare la differenza tra un'impresa solida e una vulnerabile.

A Cena con Diritto di Alessandro Klun è il primo manuale che affronta con linguaggio chiaro e immediato il quadro normativo e giuridico della ristorazione: dall'avvio dell'attività alla gestione quotidiana del rapporto con il cliente, dall'HACCP alla responsabilità civile, dalla comunicazione digitale all'intelligenza artificiale. Una road map legale pensata per chi lavora nel settore — titolari, manager, operatori HoReCa — ma accessibile anche agli appassionati e agli avventori curiosi.

Il volume è arricchito da contributi di professionisti di primo piano — tra cui Cristina Bowerman, Filippo Saporito e Stefano Ciotti — e da una prefazione di Enrico Vignoli, Director of Operations della Francescana Family di Massimo Bottura. Un testo che dimostra come la conoscenza della legge non sia un ostacolo alla creatività imprenditoriale, ma uno strumento essenziale per esercitarla con consapevolezza e sostenibilità 

Al termine il carrettino dei Gelati artusiani in collaborazione con Gelateria KM7 di Forlimpopoli 

Sabato 4 luglio ore 19 

Contro i cuochi. Per amore della cucina di Nicola Perullo, Topic editore. Dialoga con l'autore Massimo Montanari, Coordinatore Scientifico Casa Artusi

Lo stato di salute dell’alta cucina è oggi al centro di un dibattito sempre più acceso. Un settore che per decenni ha rappresentato l’avanguardia creativa e culturale della ristorazione sembra attraversare una fase di stallo, mentre la critica si interroga: gli chef più celebrati hanno smarrito la capacità di innovare? L’alta cucina ha ancora qualcosa di nuovo da dire? In Contro i cuochi, Nicola Perullo interviene sul tema con la forza provocatoria di un pamphlet. Con tono polemico ma profondamente partecipe, mette in discussione modelli, gerarchie e narrazioni consolidate, chiamando in causa protagonisti e sistema. Più che un atto d’accusa, il libro è un appello appassionato: un invito a ripensare il senso della creatività gastronomica e a restituire alla cucina il suo ruolo di laboratorio culturale e politico.NICOLA PERULLO (Livorno, 1970) è professore ordinario di Estetica e insegna Filosofia del cibo all’Università di Pollenzo, dove è Rettore dal 2024. Considerato uno dei principali studiosi internazionali di Estetica del gusto, è autore di oltre cento saggi e articoli accademici e di molte monografie, alcune delle quali tradotte all’estero. Tra i suoi ultimi libri, Epistenologia (Mimesis, 2021), Scritti gastronomici corsari (ETS Edizioni, 2023), Aesthetics without Objects and Subjects (Bloomsbury Academic, 2025).

Segue aperitivo artusiano in collaborazione con Caviro

Ricetta: Insalata russa n.454

Sabato 4 luglio ore 21 - Arena Centrale Piazza Fratti

La fame delle donne.  Da Mary Frances Kennedy Fisher a Marietta. Con Angela Frenda, COOK Corriere della Sera, Premio Marietta ad honorem 2026  

Le donne hanno sempre vissuto la cucina e il cibo stesso come un’espressione di creatività. Ma soprattutto di autoaffermazione. Un luogo dove esprimersi senza vincoli. Liberamente. 

Avvenne così per la grande scrittrice americana MFK Fisher, definita da Auden "la poetessa degli appetiti", che nel cibo e nella sua narrazione trovò il proprio riscatto. E fu così per Marietta Sabatini, che da cuoca affiancò Pellegrino Artusi nel suo lavoro per poi raccoglierne l’eredità letteraria, diventando lei stessa parte della narrazione. Per entrambe scrivere ebbe lo stesso significato di cucinare: furono due modi di placare la fame, vera e di vita.

 Al termine della conferenza la consegna del Premio Marietta ad honorem ad Angela Frenda 

La città di Forlimpopoli su proposta di Casa Artusi assegna il Premio Marietta ad honorem 2026 ad Angela Frenda, giornalista e autrice, Responsabile editoriale di Cook Corriere della Sera, tra le penne più raffinate e appassionate dell’enogastronomia italiana. Attraverso le sue storie e i suoi progetti editoriali promuove il ruolo delle donne del cibo e ci ricorda l’importanza di una cucina condita di garbo e bellezza. 

A seguire la consegna del Premio Marietta 2026, il concorso per cuoche e cuochi amatoriali a cura di Comune di Forlimpopoli, Casa Artusi, Associazione Mariette 

Domenica 5 luglio ore 18 

Nocini a confronto 2026 

L’atteso appuntamento in collaborazione con Casa Artusi, Comune di Forlimpopoli e l’Istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli. Incontro pubblico nella corte di Casa per la premiazione dei migliori nocini di produzione casalinga in Emilia-Romagna. Una giuria composta da Sommelier AIS ed esperti degustatori di nocino, valutati i cinque campioni finalisti, consegna i Premi Noce d’oro, d’argento e di bronzo.

Degustazione di ricette con ingrediente nocino a cura dell’Istituto Alberghiero “Pellegrino Artusi” di Forlimpopoli

IL TORMENTONE DI SLOW FOOD
Un messaggio di biodiversità 

Novità di questa edizione è la presenza della Condotta Slow Food Forlì e Appennino forlivese con alcuni produttori di Presidi Slow Food all’interno degli eventi culturali di Casa Artusi. Al termine degli appuntamenti, la Condotta con i produttori lanceranno un messaggio dedicato alla biodiversità e alla promozione di un cibo buono, pulito e giusto.

MOSTRA FOTOGRAFICA “30 TAVOLE” – Galleria delle Ricette, Casa Artusi
Ingresso gratuito dalle 18 alle 23 - visita guidata ogni sera alle 18 consigliata la prenotazione

Trenta fotografie come i trent'anni della Festa Artusiana. Un secolo di tavole italiane — dal 1907 ai giorni nostri — raccontato non attraverso le ricette ma attraverso le persone che intorno a quelle tavole si sono sedute, hanno mangiato, hanno festeggiato, hanno vissuto.

Queste non sono fotografie di cibo. Sono fotografie di convivialità. In molte immagini il cibo non si vede nemmeno: restano le tovaglie, i bicchieri, i volti, il disordine affettuoso di una tavola già sparecchiata. Cuoche e cuochi, famiglie borghesi e mense operaie, domeniche in campagna e banchetti cittadini: un'Italia che mangia insieme, che costruisce identità attraverso il rito quotidiano del cibo condiviso.

La mostra nasce da una selezione di immagini tratte da Artusi 100x100, il progetto espositivo del 2011 curato da Alberto Capatti e Massimo Montanari, che Casa Artusi ha scelto di valorizzare nell’ambito del trentennale della Festa. Con l’occasione collaborazione speciale con la Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia che ha arricchito di ulteriori immagini della mostra “Sapere a tavola” il percorso espositivo. Artusi ci ha lasciato in dono ricette e menù, ma non ci ha detto chi sedeva a tavola. Questa mostra risponde a quella domanda — nel luogo più giusto, nell'anno più giusto.

Un progetto di Casa Artusi. Coordinamento Mattia Fiandaca. Testi di Antonella Campanini e Alberto Capatti. Ricerca iconografica di Elisa Giovannetti.

MOSTRA Passaggi – Caviro e le nuove generazioni del vino - Chiesa dei Servi, Casa Artusi
Ingresso gratuito dalle 18 alle 23 - visita guidata ogni sera alle 18 consigliata la prenotazione

In occasione del suo sessantesimo anniversario, Caviro – la più grande Cantina d'Italia – ha voluto raccontare la propria filiera con un viaggio emozionale tra cinque regioni italiane – Veneto, Abruzzo, Emilia-Romagna, Toscana e Sicilia – sulle tracce dei giovani soci viticoltori che hanno scelto di ereditare la terra e coltivarla con occhi nuovi. Le loro storie raccontano un ricambio generazionale già in atto, dove tradizione e innovazione si incontrano: perché il futuro del vino ha radici profonde.

MOSTRA La Tavola invisibile - Galleria A Casa di Paola

La galleria propone una riflessione sul patrimonio come realtà viva in continua trasformazione. La tavola evocata è invisibile ma non per questo meno reale.
E’ un luogo simbolico nel quale artisti contemporanei differenti si incontrano attraverso le proprie opere. La tavola invisibile non celebra ciò che è stato ma invita a riconoscere il patrimonio come qualcosa che continua ad accadere ogni giorno: attraverso le opere, le relazioni e il cibo che passano da una generazione all’altra.

INFORMAZIONI GENERALI 

Orari di apertura di Casa Artusi durante la festa artusiana 

Dal 27 giugno al 5 luglio dalle 18 alle 23 

Visite guidate del percorso museale e della mostra fotografica ogni sera alle 18 consigliata la prenotazione 

 

 
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