Sabato 20 giugno 2026 alle ore 11:00, inaugura l’anteprima del progetto espositivo itinerante “Sotto il Segno di Diana”, un viaggio sensibile tra arte, natura e memoria che vede protagoniste quattro artiste legate profondamente al territorio valmairese: Silvana Cesano, Francesca Corbelletto, Silvia Giorsetti e Simona Ghigo.
La mostra, che rappresenta la terza edizione del progetto “Nuovi Talenti” ideato e promosso dalla Mamo Educational Foundation ETS in collaborazione con il Museo Civico Luigi Mallé e l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, si snoderà tra le vette di Chiappera (Acceglio) nei mesi di giugno e luglio e le sale storiche del Museo Mallé di Dronero a partire dal 20 settembre 2026, tappa questa che si arricchirà di nuove opere. Il progetto mira a valorizzare artisti che, indipendentemente dall'età anagrafica, si trovano in una fase di crescita e ricerca, offrendo loro uno spazio di confronto strutturato con il pubblico e con le scuole.
Il percorso espositivo trae ispirazione dall'archetipo di Diana, dea arcaica delle selve e della luce. In questa narrazione corale, la Valle Maira cessa di essere una semplice cornice per farsi "bene comune e identitario". Diana emerge come il confine vibrante tra il selvatico e il domestico, guidando un lavoro artistico che trasforma l’atto creativo in un rito di rigenerazione e purificazione. Per le artiste coinvolte, la natura è una forza ancestrale capace di inglobare e trasmutare ogni residuo dell’agire umano. Le opere esposte raccontano una "verità antica": il dialogo incessante tra uomo, materia e immaginazione.
Le protagoniste e la poetica della trasformazione
- Silvana Cesano (Lottulo): "Cacciatrice di memorie", percorre sentieri e siti industriali dismessi per recuperare ferri arrugginiti e scarti metallici. Attraverso l’ossidazione, trasfigura la materia in opere come Il respiro della montagna, nato da uno strumento utilizzato nelle cave di marmo nero di Acceglio, celebrando la lotta tra tecnologia umana e resistenza millenaria della terra.
- Francesca Corbelletto (Stroppo): Archeologa e spirito punk-folk, pratica una "Land Art" intesa come atto leggero di devozione, lasciando "doni inaspettati" sul cammino. Con lo pseudonimo di MISS-IPI, rivendica una resistenza analogica attraverso collage materici che utilizzano passamanerie vintage, carte da parati e frammenti di memoria per "sgarbugliare" le battaglie interiori.
- Silvia Giorsetti (Dronero): Con un passato nel restauro e un presente nella decorazione, indaga la realtà attraverso la macrofotografia, catturando dettagli invisibili all'occhio nudo. Utilizzando filtri naturali come ragnatele e ghiaccio, trasfigura la sostanza delle cose in visioni poetiche. La sua ricerca di equilibrio è sintetizzata nell'opera In bilico, un invito alla purezza dell'esistenza.
- Simona Ghigo (Savigliano / Busca): Approda all'arte come percorso terapeutico e di rinascita. La sua pittura ad acquerello esplora il concetto di Lacher Prise (mollare la presa), trasformando il caos interiore in una soglia di possibilità. Opere come Cararamaleonte suggeriscono che per scoprire il proprio colore autentico sia necessario accettare la "scomodità del vuoto".
Un progetto per il territorio
La mostra sottolinea l'impegno della Mamo Educational Foundation nel promuovere la cultura come strumento educativo e sociale accessibile a tutti. Come dichiarato dal presidente Silvio Severini, l'iniziativa rafforza il legame tra produzione artistica contemporanea e aree montane, investendo nel futuro delle comunità locali.
Siete invitati a scoprire un percorso espositivo dove la Valle Maira, "magia da scoprire" e cuore incontaminato d'Europa, diventa il grembo di una narrazione corale dedicata alla trasformazione e al dialogo con l'ambiente.




