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Address: Via Antonio Bruni 73100 - Lecce Tel: + 39 327 7385404
Visiting Hours: Tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 18 alle 21
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Lecce

Cosimo Della Ducata (1934 – 1995), pittore e scultore salentino, acquista nel 1964 insieme alla moglie Rachele, il terreno dove realizzare la propria dimora, progettata secondo i disegni dell’artista stesso, che esegue anche gran parte dei lavori. Oltre agli affreschi del Maestro, gli ambienti della casa ospitano alcuni arredi da lui stesso progettati: porte, librerie, lampadari in ferro battuto, caminetti e decorazioni, ma anche i capitelli del porticato d’ingresso al salone espositivo e le nicchie centinate che ospitano tele sagomate e affreschi. L’affresco intitolato “A Padre Pio”, presente nella sala dedicata al Santo, rimane incompiuto in seguito all’improvvisa scomparsa dell’artista. Nel 2001 gli eredi istituiscono l’Associazione “Cosimo e Rachele Della Ducata” al fine di tutelare il patrimonio artistico e divulgare il messaggio dell’Artista. Nel 2016 il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo dichiara di interesse culturale lo Studio d’Artista Cosimo Della Ducata e la Collezione d’Arte in esso contenuta.
La residenza, concepita come una living gallery, è abitata e curata dalla moglie. Il portone d’ingresso invita direttamente nel salone espositivo dedicato a una significativa selezione di opere pittoriche e scultoree. All’ingresso della camera matrimoniale è collocata una Natività di grande dimensione, unica opera in cartapesta dell’artista che conserva al suo interno la sua divisa militare. La camera mostra opere pluripremiate, ritratti e opere sacre; la stessa spalliera del letto custodisce nel rosone centrale una Sindone dipinta dall’artista.
Al piano inferiore, ecco la tavolozza, i colori, le matite e i pennelli, l’accendino e la pipa che affiancano il busto dell’artista in cemento e gesso, incompiuto. Procedendo lungo la galleria delle sculture e dei piatti dipinti ci si affaccia sullo studio-laboratorio dove Della Ducata realizzò il grande caminetto sormontato da un bassorilievo in pietra leccese. La sala custodisce l’intero corpus delle opere e la raccolta epistolare e documentaria.
Vi sono inoltre esposti gli utensili di falegnameria del padre, la macchina da cucire della madre e gli strumenti del lavoro del Maestro. La cucina dallo stile rustico conserva vari oggetti della tradizione. Il giardino, curato con passione da Rachele, la cui estetica scenografica è parte integrante della villa, accoglie diverse specie di piante, dagli alberi agli arbusti, dai fiori ai rampicanti.
 
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Address: Via Saragozza 135 40135 Bologna
Visiting Hours: visite da programmare
Website: - FB: Atelier Tullio Vietri
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Atelier - Bologna

L’Atelier di Tullio Vietri (Oderzo, 23.01.1927- Bologna 23.04.2016) si trova a Bologna in via Saragozza 135. È stato il suo rifugio, intimo e quasi impenetrabile. Un luogo di lavoro, un laboratorio e un deposito dove negli anni si accumulano giornali, riviste, pennelli, colori a tempera, acrilici, vernici, colla, puntine, chiodi, martelli, materiali di recupero, pannelli di faesite, fogli di carta e gli oggetti più disparati insieme a documenti d’archivio, disegni e dipinti accatastati gli uni sugli altri. È qui che, tra il 1995 e il 2008, Vietri dipinge e raccoglie la stragrande maggioranza delle sue opere e dove continua incessantemente a produrre finché gravi difficoltà di deambulazione gli impediranno di raggiungerlo.

Dal 2010 si susseguono progressive risistemazioni volte a salvaguardare opere e locali. Nel 2017 poi, in esecuzione delle volontà testamentarie di Vietri, il Comune di Oderzo preleva le opere pittoriche e grafiche che insieme ad archivi e libri andranno a costituire il progettato centro di documentazione. L’atelierperò resta intatto con tutti i suoi arredi e gli strumenti di lavoro: i cavalletti con gli ultimi dipinti ancora fissati con le puntine da disegno, barattoli di colore e di colla, tanti pennelli ancora intrisi di colore, il tavolo da disegno. Una realtà nell’insieme ancora capace di parlare dell’artista, una realtà che la figlia Silvia e la moglie Anna Maria hanno deciso di mantenere e rivitalizzare. 

È stata quindi collocata nello studio la maggior parte della collezione privata, sulle pareti sono stati esposti i quadri già montati, sugli scaffali sono stati collocati centinaia di fogli messi da parte negli anni per la famiglia e anche qualche cartella di grafica sempre conservata nell’abitazione dell’artista è andata a ricostruire l’ambiente insieme ad un piccolo gruppo di dipinti a olio della giovinezza gelosamente custoditi tra le cose di casa. Nell’ atelier è stata portata anche la grande scrivania che per anni era stata in biblioteca, insieme alla macchina da scrivere su cui Anna Maria batteva sotto dettatura i testi del marito. Infine i cataloghi degli artisti recensiti nella rivista, dei contemporanei di cui aveva visitato le mostre o semplicemente di quelli più vicini per amicizia o per conoscenza personale. Qualche mobile di casa completa l’ambiente che pur non essendo più quello di Vietri vivente, restituisce comunque un’immagine veritiera dell’uomo, dell’artista e dell’operatore culturale.

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Address: Via Garibaldi, 30 Modigliana Forlì Tel: +39 0546 942279
Visiting Hours: Aperto tutte le domeniche dalle 15 alle 18 Per prenotazioni, visite guidate e aperture straordinarie contattare la Biblioteca: 0546.941019
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Modigliana (Forlì-Cesena)

Il museo ha sede nella casa in cui visse Don Giovanni Verità, il sacerdote divenuto famoso per aver offerto, dal 21 al 23 agosto 1849, un rifugio sicuro a Giuseppe Garibaldi, braccato da Austriaci e Pontifici. L'edificio, che conserva intatta l'originaria struttura di piccola casa borghese dell'800, fu acquistato dal Comune di Modigliana prima della demolizione a cui l'aveva destinata la proprietaria per ampliare l'adiacente dimora. Con decreto dell'allora Capo del Governo, Benito Mussolini, la casa fu dichiarata monumento nazionale e trasformata dal Comune di Modigliana nel museo risorgimentale intitolato al sacerdote patriota Don Giovanni Verità.
Dall'ingresso su via Garibaldi si accede a quello che fu una sorta di tinello e che ora vede alle pareti due paliotti d'altare provenienti dalla Chiesa di San Rocco, dove officiava il sacerdote patriota e alcune lapidi a ricordo della figura di Don Giovanni e del salvataggio di Giuseppe Garibaldi. Segue l'ampia sala, dove sono esposti documenti e cimeli, che ci parlano della figura del padre di Don “Zvan”, il notaio Francesco, della personalità del Canonico Verità, della sua attività “politica”, del salvataggio di molti patrioti e in particolare di Garibaldi.
Lungo il corridoio, si trova una sequenza di fotografie che narrano la vicenda della salma di Don Verità, un sacerdote che ebbe funerali civili perché, con una sua dichiarazione in punto di morte, condannava una Chiesa temporale lontana dalla “vera religione di Cristo”. Sullo stesso corridoio si apre la camera da letto che accolse il fuggiasco Giuseppe Garibaldi e lo ospitò anche quando tornò nell'ottobre del '59, a salutare l'amico. Il giardino, un tempo orto, completamente riallestito, ospita oggi eventi di carattere culturale; da qui si accede alla cucina della famiglia Verità.
Su una parete è visibile lo sportello che chiude il pozzo della casa. Esso non era solo una riserva d'acqua, ma anche un'importante via di fuga per ricercati, nascosti dal sacerdote. Grazie a questo pozzo, nonostante le diverse perquisizioni che Don Giovanni dovette subire.
 
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Villa Tinti Giannini – Castelfiorentino (Firenze)

La villa Tinti-Giannini, di sapore ottocentesco, si trova nella frazione di Petrazzi, a Castelfiorentino (FI) e deve il nome ai suoi proprietari: Tommaso Giannini la acquisì nel 1883, a “cancelli chiusi”, da Onorato Tinti. La villa ha preso anche il nome di Villa Garibaldi poiché in questa casa, l’8 agosto 1867, pernottò il Generale Giuseppe Garibaldi durante la sua visita a Castelfiorentino, mentre stava cercando di raccogliere adesioni in Toscana in vista dell’imminente campagna militare contro lo Stato Pontificio (culminata con la pesante sconfitta a Mentana).
Fra le numerose camere spicca infatti la camera parata di stoffa rossa in cui alloggiò Garibaldi che conserva tutti gli arredi in modo completo e non è stata modificata nel corso del tempo. Gli oggetti sono gli stessi utilizzati dal generale durante la sua visita, ricordata anche in una lapide posta sulla facciata dell’ingresso della villa. Fra i ricordi garibaldini spicca un piccolo ritratto di Anita con una notazione di mano di Menotti che recita “Questo è l’unico vero ritratto di mia madre”.
La villa si articola su due piani e un seminterrato ad uso cantina dove si trovano ancora i vecchi tini, botti, bottiglieria d’epoca, caratelli e attrezzi che servivano per la spremitura dell’uva e per la frangitura delle olive. Anche le cucine hanno subito ben poche trasformazioni nel corso dell’ultimo secolo. Presenti anche gran parte dei ricordi di famiglia: foto d’epoca, quadri legati alle nostre vicende nazionali e risorgimentali e oggetti d’uso. Lo stesso può dirsi degli arredi conservati quasi interamente intatti: divani, poltrone, scrivanie, scansie, credenze, manche servizi di piatti e porcellane varie.
Altro elemento di interesse è rappresentato dalla Sala delle bandiere: un grande salone interamente dedicato al ricordo della vittoria del 1918. Sia gli arredi che le decorazioni murarie risalgono al periodo in questione, mentre i quadri alle pareti ricordano le imprese belliche. La sala raccoglie numerose bandiere in seta di varie dimensioni che furano usate il 4 novembre del 1918. In quella data infatti nel piccolo borgo fu organizzata una festa per celebrare l’evento: le case furono ornate con le bandiere tricolore, in gran parte acquistate dalla famiglia Giannini. Alla fine della giornata le bandiere furono ritirate e deposte nel salone dove si trovano ancora oggi, insieme a due foto che testimoniano l’evento.
 
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Address: Via Colle Ottone Basso 84 00049 Velletri (Rm) all'interno della tenuta La Tognazza Tel. +39 06 62278035
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Velletri (Roma)

La Casa Ugo Tognazzi è più che un semplice luogo di “memoria”: è un luogo di accoglienza, un museo, un distillato di emozioni per chi è ancora profondamente legato a un certo modo di fare cinema. Uno spazio realizzato dall'Associazione Culturale "Ugo Tognazzi", con l'intento di mantenere vivo il ricordo professionale e privato del grande attore, nella sua residenza storica di Velletri, chiamata da lui e dagli amici che erano soliti frequentarla, "Casa Vecchia". Si trova all’interno della tenuta La Tognazza, acquistata da Ugo negli anni ’60 e diventata il fulcro della vita privata e professionale dell'artista.
È a “Casa Vecchia” che, nell'agosto del 1971, Ugo Tognazzi sposa Franca Bettoja; è qui che, ogni giorno, in un clima di "convivialità lavorativa", Ugo invita i suoi amici, colleghi, attori, registi, sceneggiatori, con cui scrive, inventa e realizza la maggior parte delle sceneggiature e dei film poi rimasti a pieno titolo nella storia del cinema italiano. “In questa stessa area – spiega il figlio Gianmarco - ha coltivato le sue più grandi passioni, dalla terra alla cucina, realizzando la sua azienda agricola, è stato lui infatti uno dei primi pionieri del km 0, divulgando con grande anticipo la filosofia gastronomica "dall'orto alla tavola e dall'acino alla bottiglia". Ugo era solito allietare i suoi amici ed ospiti con prelibate e insolite ricette e cene completamente preparate da lui unicamente con i prodotti della sua terra. La trasformazione avveniva nella splendida cucina che conserva ancora oggi il sapore, del genio, delle idee”.
E poi il soggiorno, tutto sviluppato intorno al camino e collegato alla sala proiezioni e alla stanza del biliardo, dove sono conservati documenti, locandine, manifesti, sceneggiature, fotografie di scena e private, relativi alla vita e all'attività artistica di Tognazzi. Infine, la camera da letto dell'attore, che conserva interessanti mobili d'epoca incluso un grande baule-armadio da viaggio, usato da Tognazzi per portare gli abiti di scena durante le sue tournée teatrali. In tutte le stanze l'arredo è rimasto quello originale e vi sono conservati oggetti personali che l'attore amava, insieme ai ricordi dei giorni trascorsi in compagnia di familiari, amici e colleghi, oltre ai vari riconoscimenti ricevuti durante la sua carriera.
 
Address: via Baracca,65 48022 Lugo (RA) Tel. + 39 0545 38105-38423
Visiting Hours: Until 9 October from Tuesday to Sunday from 10 to 12 and from 17 to 19. From 10 October from Tuesday to Sunday from 10 to 12 and from 16 to 18.
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Lugo (Ravenna)

Istituito dal Comune di Lugo nel 1924 e collocato dal 1926 fino al 1990 in una sala affacciata sul voltone di ingresso della Rocca Estense, il Museo Francesco Baracca viene trasferito nel 1993 nella casa natale del pioniere dell’aviazione italiana per adempiere le volontà testamentarie del padre, conte Enrico. A partire dal 1999 è stato oggetto di una serie di interventi volti a consolidare l’edificio: viene riaperto nel 2015 raddoppiando la superficie espositiva che può finalmente ospitare numerosi cimeli, arredi, documenti.
Il nuovo allestimento conferma la centralità dello SPAD VII S2489, l’aereo di fabbricazione francese (1917) restaurato nel 1990, posizionato nella sala destra dell’androne d’accesso in modo da evocare l’idea del volo. SI tratta di un inestimabile cimelio tecnologico dell’aviazione mondiale: è uno dei pochi esemplari dell’epoca che ancora si possono ammirare. L’attuale percorso museale prevede al primo piano una sala riservata alla dimensione privata dell’Eroe con la ricostruzione della camera da letto e la presentazione di alcuni effetti personali; una stanza che documenta medaglie, attestati, riconoscimenti ricevuti nel periodo che va dal 1915 al 1918; una sezione incentrata sul “mito” di Baracca, attraverso lettere, giornali, pubblicazioni.
Al secondo piano assieme ad altri cimeli della Grande Guerra esposti si può ammirare la “collezione Baldini” che raccoglie numerose cartoline illustrate della Grande Guerra. Una delle più importanti collezioni italiane di cartoline di propaganda, ricca di circa tremila esemplari perfettamente conservati e catalogati che offrono uno spaccato della società italiana al tempo della Grande Guerra.
Al secondo piano è stato inoltre installato, in attuazione del progetto “Alisto”, un simulatore di volo realizzato a partire dalle foto della ricognizione aerea. Il programma offre la possibilità di provare l’esperienza di volo sui fronti dell’Isonzo e del Piave della Grande Guerra e, contemporaneamente, sugli stessi territori come sono oggi, permettendo di evidenziare alcune delle trasformazioni subite dal nostro territorio nel corso di un secolo, con particolare riferimento alle linee di costa, al corso dei fiumi, ai sistemi lagunari, ai porti, ai centri industriali e abitati, alle infrastrutture civili e militari
 
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Address: Studio Museo Carlo Mattioli Borgo Retto 2 43121 Parma
Visiting Hours: Visita su prenotazione. Gruppi da 5 a 25 persone. Biglietto euro 5. Per informazioni Archivio Carlo Mattioli tel. 0521 231076 ore 9 – 13.
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Parma

Carlo Mattioli (Modena 1911 – Parma 1994) è stato un pittore italiano, protagonista dell’arte del Novecento. Estraneo ad ogni tentativo di assimilazione ad alcuna corrente artistica o ideologica, ha lasciato un inconfondibile e profondo segno nella cultura figurativa del suo secolo. Disegnatore ed illustratore di capolavori della letteratura italiana ed europea negli anni della giovinezza e compiutamente pittore poi, dopo aver vinto nel 1956 la Quadriennale di Roma e la Biennale di Venezia con una giuria presieduta da Roberto Longhi, ha conosciuto dagli anni Sessanta la piena affermazione presso il grande pubblico ed ha esposto nelle più prestigiose sedi espositive in Italia e all’estero scegliendo come interpreti privilegiati della sua pittura, accanto ai nomi più illustri ed avvertiti della critica italiana come Roberto Longhi, Roberto Tassi etc, gli amici poeti e letterati come Mario Luzi, Attilio Bertolucci, Cesare Garboli, Vittorio Sereni, Alberico Sala etc.

Al piano terreno del secentesco palazzo Smeraldi edificato dall’Architetto dei duchi Farnese, le grandi stanze vibranti di memorie dell’atelier del pittore visitate dai più grandi intellettuali del secolo scorso, attratti dal carisma del solitario pittore di Parma, si aprono al pubblico e ritrovano il soffio vitale che le abitava durante il lavoro del Maestro.

“Mattioli mi guida nell’appartamento che gli fa da studio a Parma, stanze fresche, soffitti alti…uno studio che pare sul punto di mutarsi in pinacoteca tanti sono i dipinti recenti e meno che hanno trovato una collocazione lungo le pareti. Il solo soggetto “irregolare” è la giacca da lavoro dell’artista, una imbrattata casualità, quasi un riflesso della tavolozza.” Vittorio Sereni poeta
 
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Address: Museo Secondo Casadei via Della Pace 28 47039 Savignano sul Rubicone (FC) tel.0541945259
Visiting Hours: Visite su appuntamento telefonico o via mail
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Savignano sul Rubicone (Forlì-Cesena)

Secondo Casadei (Sant’Angelo di Gatteo 1906-Forlimpopoli 1971), musicista e fondatore nel 1928 dell’omonima popolare orchestra, è il protagonista e l’interprete più grande della musica folkloristica romagnola, creatore del fenomeno “liscio”, ha fatto e continua a far ballare generazioni di italiani. Ha scritto oltre mille brani, fra cui “Romagna mia”, la sua più famosa canzone, che è diventato l’inno di questa terra ed uno dei motivi musicali italiani più noti nel mondo.

Il museo è sito a Savignano sul Rubicone (FC), dove si può visitare la sede delle edizioni musicali Casadei Sonora, da lui fondate e dirette dalla sua famiglia, ed il suo studio nell’abitazione accanto in cui ha vissuto dal 1957 al 1971. Qui si possono ammirare strumenti musicali, spartiti, immagini e dischi d’epoca, riconoscimenti, divise e ricordi di una carriera lunga decenni.

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Address: Via Sole 75010 Aliano (MT)
Visiting Hours: Tutti i giorni 10–12:30, 16–18
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Aliano (Matera)

La casa è esattamente la stessa di quando fu lasciata dall’artista nel 1936. È completamente vuota ed è su questo “vuoto” che si desidera costruire una forte emozione attraverso la quale tutto ciò che si immagina diventa vivo, vero, percepito dai sensi. Non vi sono oggetti od ambienti artificiali.
L’abitazione di Levi è nuda, racchiusa dentro alle mura imbiancate di calce, separata tra cucina e studio di pittura, separata nei suoi immensi spazi esterni dalle piccole finestre dipinte. Negli ultimi anni è stato istituito un intervento estremamente tecnologico, silenzioso ma presente, un invito alle lettura, alla immaginazione ed alla meditazione. I soffitti delle camere dell’autore, al centro, ospitano un impianto di multi visione costituito da proiettori di diapositive programmati e sintonizzati da un computer. Tali proiettori faranno rivivere sui muri bianchi le immagini tratte dai documenti fotografici dell’epoca, la casa, gli orti, i ritratti delle donne, i camini, i calanchi ed in un caleidoscopio di dissolvenze evanescenti saranno intervallate dalle sagome di un cavalletto dall’ombra dei pannelli, dalla traccia di un letto di ferro, di un tavolo da cucina, ombre cinesi che si animano nella velocità della proiezione multi visiva. Il visitatore sarà guidato dalle emozioni della lettura, dalle sensazioni provate e dalla magia che si rileva dalle sue cronache e che traspira dai suoi quadri.

Carlo Levi: “La casa era modesta, costruita in modo economico, e non bella, perché non aveva carattere, non era né signorile né contadina…l’alloggio era quasi vuoto… E soprattutto era una casa, un luogo dove avrei potuto esser solo e lavorare…Mi affrettai dunque a salutare la vedova, e a cominciare la mia nuova vita nella mia residenza definitiva…. Contento della nuova solitudine, stavo sdraiato sulla mia terrazza, e guardavo l’ombra delle nuvole muoversi sulle creste lontane, come una nave sul mare…Uscivo spesso nelle belle giornate, a dipingere: ma lavoravo soprattutto in casa, nello studio o sulla terrazza… Sulla mia terrazza il cielo era immenso, pieno di nubi mutevoli: mi pareva di essere sul tetto del mondo, o sulla tolda di una nave, ancorata su un mare pietrificato…
 
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Address: Via M. Moretti, 1 47042 Cesenatico (FC) Tel +39 0547 79279 Fax +39 0547 79121
Visiting Hours: Prenotazione visite e attività didattiche: Email
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Cesenatico (Forlì-Cesena)

Marino Moretti was born in Cesenatico on 18th July 1885. In 1901 he left school in order to move to Florence where he wanted to become an actor. Just after a little time he decided to devote his whole life to literature: between 1902 and 1903 he published his first works, short stories and poetries and a few years later he began writing for several newspapers and magazines, such as “Corriere della Sera”. In 1916 he published his first novel Il sole del sabato.
In his Poesie scritte col lapis (1910) the particular character of his poetry, classically defined as “crepuscolare” begins to emerge. The same character is to be found in his prose, stories and novels (among the most famous: I puri di cuore, 1923; L’Andreana, 1938; La vedova Fioravanti, 1941), in which the author describes simple situations of everyday life. His language becomes then fresher and more ironic in autobiographic proses, like Scrivere non è necessario (1937) and I grilli di Pazzo Pazzi (1951).
He received prestigious literary prizes, such as the “Lincei per la Letteratura” prize (1952) and the “Premio Viareggio” (1959).
With Diario senza le date (1966) Moretti reopens a poetical season which will continue intensely for the following years, until his death in Cesenatico on 6th July 1979.
According to his will of 1978 Marino Moretti left all his books and papers to the Public Library of Cesenatico. In 1980 his sister Ines, in respect of his wills, gave to the town of Cesenatico as a present the house along the canal, in order to keep the writer’s library and archives in their original place and to garantee “the study and the education”.
Casa Moretti has been an important study centre on the literature of the twentieth century. Besides its principle aim of preserving and giving prominance to its cultural patrimony, for 15 years the institute has been promoting cultural and research activities. The building houses precious archives and a library of great interest, where people come to study modern and contemporary literature, not only Italian.
Casa Moretti is also a museum where visitors interested in the human and literary character of this poet are welcome.
Since 1993 Casa Moretti has been promoting the prestigious biennal “Marino Moretti” prize for philological, historical and critical works concerning Italian literature of the nineteenth and twentieth centuries.
 
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Case della MemoriaNumero Anti Violenza e Stalking
a sostegno delle donne vittime di violenza e stalking
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