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COME CREARE UN VIAGGIO NEL MITO E NELLA MODA DELLA “BELLE EPOQUE”

COME CREARE UN VIAGGIO NEL MITO E NELLA MODA DELLA “BELLE EPOQUE”

COME CREARE UN VIAGGIO NEL MITO E NELLA MODA DELLA "BELLE EPOQUE"
Di Filippo Moncada

“Belle Epoque: mito e moda della gioia di vivere”. Un titolo che già preannuncia il percorso emozionale di una mostra suggestiva che si snoderà nei prestigiosi ambienti del castello di Donnafugata (RG) uno dei Musei inseriti nel circuito nazionale delle case della memoria.
Il museologo, Giuseppe Nuccio Iacono, curatore della mostra, offre ai visitatori un’altra esperienza espositiva di successo (come le precedenti), grazie anche, come lui stesso desidera specificare, al contributo della sua equipe che man mano ha formato nel settore e che ha scelto per la passione e competenza particolare di ciascuno: Giuseppe Cosentini, Simona Occhipinti, Antonio Sortino Trono e Giancarlo Tribuni Silvestri.
Come afferma il curatore: “organizzare una mostra sul costume richiede uno studio attento sulle caratteristiche stilistico-sartoriali di ciascun pezzo. Non solo, bisogna anche far parlare le opere esposte. L’allestimento deve essere il mezzo per ascoltare le storie di ogni abito. Hanno tanto da raccontare o da sussurrare”.
Questa è la forza che segna ogni particolare di un progetto dove ogni composizione e posizione non è a caso.
“Inoltre, continua Giuseppe Nuccio iacono, ogni pezzo esposto emana una forza armonica che può raggiungere una intensità enorme. E quando scopro che lo spazio o l’ambiente che contiene gli abiti ha anch’esso una voce tenuta in silenzio da troppo tempo cerco di sprigionarla. Così, accade qualcosa di straordinario: sfuma ogni limite fisico tra spazio espositivo (contenitore) e oggetto esposto (contenuto) e si viene a generare un maggior coinvolgimento spazio temporale del visitatore”. 
Ed è proprio per questo che, come è accaduto in altri suoi allestimenti (“Les marchands” al Musèe Gadagne a Lione o per la “Biblioteca svelata” a Donnafugata), il curatore sente la necessità di dilatare e inglobare spazi architettonici significativi legati al tema conduttore e negati al pubblico da troppo tempo.
Quest’anno sarà aperta una stanza da letto del primo ‘900, del quartiere di Ignazia Arezzo Crescimanno duchessa di Albaforita. Non è un caso limitato allo stile del tempo che sfiora i mobili della camera perché la Duchessa Ignazia D’albafiorita fu un indiscusso protagonista del mondo festoso e spensierato della “Belle Epoque di Donnafugata”.
Persino le cronache del tempo citavano la “belle vie” del Castello. Per far un esempio Giuseppe Nuccio Iacono ci mostra un articolo del settembre 1901:
“Là, è una continua festa …, un modo sempre nuovo di esilerare lo spirito. Il tempo trascorre rapidissimo, essendo mille i modi per poterlo occupare piacevolmente. Or si giuoca, or si chiacchiera ed or si passeggia per quella splendida terrazza o pei viali ameni e fioriti … Di sera poi nel Castello si fa della musica e del canto, dei giuochi di società graziosissimi, balli dilettevoli. Vi è perfino un elegante e simpatico teatrino, ove sappiamo essersi recitate quest’anno, esilerantissime commedie … e a queste graziose commedie non disdegnavano di prendere parte (così come si fa nelle grandi città) le distinte, gentili virtuose signore”.

Tra i vestiti che segnarono la Belle Époque, il percorso di visita sarà scandito da alcuni abiti importantissimi sia perché appartennero a personaggi illustri sia, perché ciascuno ha un segreto da raccontare. Tra questi il ricchissimo abito da Grande Soirée di Donna FRANCA FLORIO; l’abito di WILLY FERRERO, l’Enfant prodige che sconvolse il mondo intero e che, già all’età di 6 anni, veniva chiamato alla corte di Zar, Imperatori, Re e Papi per dirigere orchestre (benché non sapesse ancora leggere gli spartiti). Presente all’appello anche l’abito del grande maestro compositore PIETRO FLORIDIA, genio modicano. E una carrellata di storia, arte, moda, politica ed economia sulla Belle Époque è concentrata nel piccolo spazio Video. La mostra sarà aperta fino al 31 marzo 2018… anche se non mancheranno visitatori, curiosi, esperti del settore che chiederanno una proroga
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