Casa della Memoria Giuseppe Pascucci (Gambettola - Forlì-Cesena)
Giuseppe Pascucci, nato a Savignano di Romagna nel 1803, iniziò nel 1826 l’attività che è guidata a tutt’oggi dalla stessa famiglia con cura, competenza e passione ed ha anche avuto il merito di essere stato il primo a dar vita alla attività artigianale delle tele stampate a Gambettola, paese della provincia romagnola di Forlì-Cesena favorito anche dalle vaste coltivazioni di canapa presenti sul territorio.
Questo progenitore, nostro trisnonno, conosceva i segreti delle tinture naturali per tingere canapa, lino, lana e seta, intagliava il legno per fornire gli stampi alla bottega e stampava le prime coperte da buoi con la “ruggine.”
Inoltre stirava con il mangano i torselli, balle di tela arrotolata, che erano stati candeggiati al sole e da buon artigiano sapeva usare, oltre alle mani e alla testa, il proprio cuore per mantenere viva quella passione necessaria che avrebbe portato fino a noi questo mestiere.
Il mangano è un’antica macchina per stirare costruita nel 1826 costituita da un enorme cassone, pieno di sassi che poggia su due rulli sui quali è stata avvolta precedentemente la tela ed è messo in movimento attraverso un torchio mosso avanti e in dietro da due persone.
Gli stampi tradizionali, più di 3000, testimoniano i lavori realizzati nel tempo con un patrimonio iconografico di valore inestimabile. Oltre a quelli prodotti in bottega, si conservano le collezioni, acquisite o donate appartenenti ad altre stamperie che nel tempo hanno cessato la loro attività.
Questi decori sono visibili in tre grandi campionari stampati manualmente su carta gialla, consultabili sopra ad un vecchio banco di lavoro nella sala del mangano. Oltre a questi si conservano con cura i campionari delle stamperie non più attive.
Dal 2000 la Bottega si arricchisce ulteriormente di nuovi stampi con i disegni donati da tanti artisti tra i quali ci piace ricordare il poeta Tonino Guerra, il premio Nobel Dario Fo, il disegnatore e giornalista Tinin Mantegazza e di queste nuove collezioni si conservano anche i loro disegni originali.
In una stanza, sopra alla stamperia, si trova un vecchio telaio e tutta una serie di attrezzature legate alla coltivazione della canapa e la sua produzione come pure gli antichi tessuti sotto forma di torselli.
Con cura si conservano i riconoscimenti, medaglie e diplomi, ricevuti nel corso degli anni, i vecchi registri dove venivano annotati i lavori a partire dalla fine dell’800 e si conservano i progetti come le vecchie coperte da buoi, le tende da spiaggia, vecchie e nuove, e tantissimi lavori particolari realizzati con la collaborazione di tanti artisti.
Foto d’epoca e video di servizi andati in onda sono a disposizione di chi visita la Bottega attraverso un televisore nella sala del mangano.
Sono tante anche le pubblicazioni su libri, riviste e giornali come il testo “Decorare ad arte”.
Ancora oggi “Casa Pascucci” è una dimora nella quale la Bottega di famiglia rivive ogni giorno la storia di un artigianato tipico e tradizionale poiché da sei generazioni, sempre di padre in figlio, i Pascucci, tintori e stampatori operano dal 1826 con originali tecniche manuali e suggestive tinture e stampi in legno di pero.
La casa si trova direttamente sulla via Giuseppe Verdi, poco distante dal Municipio di Gambettola.
L’edificio presenta al piano terra quattro aperture più un grande cancello di ferro che conduce al cortile dove in fondo, in una grande e nuova costruzione, è attiva la nuova stamperia.
Venendo dalla piazza del Municipio, si incontra la prima vetrina che dà accesso direttamente alle due stanze adibite a negozio e ad esposizione, successivamente si trova una porta che conduce al piano superiore, di seguito una finestra che dà luce al laboratorio ed infine la porta che introduce alla vecchia Bottega nella quale dietro ai quattro grandi banchi si possono ammirare i dipendenti (artigiani) al lavoro.
I muri della vecchia Bottega sono completamente coperti da scaffali dove. come libri ben allineati, sono posti gli stampi in legno anneriti dal tempo,
l’intenso profumo di aceto, elemento fondamentale per ottenere il color ruggine, si espande nell’aria creando stupore e meraviglia.
In alto appese alle canne i tessuti appena stampati asciugano all’aria prima del fissaggio.
La Bottega presenta una porta di fronte a quella d’accesso che conduce il visitatore alla suggestiva sala del mangano dove fino a qualche decennio fa il potente marchingegno stirava tutte le tele stampate prodotte.
Al piano superiore nell’appartamento utilizzato nel tempo dal nonno Giuseppe (1880-1941) nipote del fondatore e dalla sua famiglia, si conservano le memorie che attendono di essere riordinate ed adibite a raccolta museale di famiglia.
Il fabbricato fu costruito dopo la metà dell’800 da Giuseppe, il trisnonno fondatore, per i suoi figli di cui si ha testimonianza da una pietra che porta la sua firma ritrovata nel restauro del dopoguerra.
In questa casa aprì i battenti l’attuale stamperia nel 1880 circa ad opera del bisnonno Francesco (1841-1891) che trasferì i materiali della attività dalla più antica “Cà di Tintour de Bosch” (Casa dei Tintori di Gambettola) prima sede del laboratorio artigianale che dopo Francesco fu continuato dal nonno Giuseppe.
Io e mio fratello Giuseppe siamo nati in questa casa e abbiamo mosso i primi passi sul pavimento di pietra della Bottega quando a dirigerla erano il babbo Spartaco (1913-1994), lo zio Gino (1916-1979) e la zia Benilde (1910-1984).
Oggi Giuseppe e Riccardo insieme a Veronica, figlia di Giuseppe, e Matteo, mio figlio, battono il proprio cuore in quelle stesse antiche stanze con le dovute innovazioni che il tempo richiede.






