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Saluzzo Aperitivi ad arte

Saluzzo (Cn)| Aperitivi ad arte a Casa Pellico

Sabato 16 settembre 2017 appuntamento a Saluzzo (Cn) con "
Aperitivi ad arte": 
Visita alla Casa Museo Pellico e a parte del centro storico con aperitivo al ristorante Gargotta del Pellico.
Partenza ore 18,30, costo visita 20 euro
Prenotazioni presso Ufficio IAT Saluzzo
Tel. 0175.46710 800392789
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LE SCARPE DI MALIBRAN TRA GLI OGGETTI ESPOSTI NELLA MOSTRA A DONNAFUGATA.

LE SCARPE DI MALIBRAN TRA GLI OGGETTI ESPOSTI NELLA MOSTRA A DONNAFUGATA.
"CANTERÒ… MA SONO UNA DONNA MORTA!" le ultime parole prima dell'utimo canto di Maria Felicia Malibran: una Donna geniale.

"Quel tocco in più nel Trionfo degli accessori" la mostra sulla storia del Costume si sviluppa nel piano nobile del Castello di Donnafugata: ORARIO DI APERTURA: Tutti i giorni:9.00-19.00, CHIUSO il Lunedì.
  
In una delle vetrine della Sala che precede la Biblioteca del Castello Donnafugata sono esposte le scarpe appartenute alle due più famose soprano del XIX secolo: AMELIA PINTO e MARIA FELICIA MALIBRAN-
Due scarpette che fanno “camminare” l’interesse dei visitatori verso il personaggio che le calzava nel lontano ‘800…
Due paia di scarpette con sigillo di cera lacca hanno sollecitato una serie di curiosità tra i turisti che hanno riscoperto un capitolo poco noto legato alle due più famose e acclamate cantanti liriche del XIX secolo.

Nel 1825, dopo il suo primo grande successo al King’s Theater di Londra, Maria Felicia si recà in America con il padre Manuel Garcia, baritono e famoso maestro di canto, per una serie di rappresentazioni rossiniani e mozartiane.
Qui conobbe un emigrato francese di 30 anni più vecchio, Eugène Malibran, mercante fallito che si faceva passare per banchiere e, desiderosa di sottrarsi alla tirannia paterna, lo sposò.
Il vecchio Malibran rivelò ben presto la sua intenzione di sfruttare le qualità canore della moglie.
Durò poco i matrimonio perché nel 1827 Maria stufa del marito, decise di tornarsene in Europa, dove nel giro di pochissimi anni divenne una delle più acclamate interpreti dell’opera romantica. Avendo ottenuto nel 1835, il divorzio da Malibran il 26 marzo 1836 potè finalmente sposare a Parigi il violinista belga Charles de Bériot, dal quale tre anni prima avva avuto un figlio, Charles Wilfrid, futuro maestro di Ravel.
La successiva stagione londinese tra maggio e luglio, fu particolarmente faticosa.
Durante una pausa dai suoi impegni, mentre cavalcava nella campagna in groppa ad un purosangue, il cavallo si imbizzarrì, Maria cadde malamente e fu trascinata sul terreno.
Raccolta in condizioni pietose, volle tuttavia presentarsi ugualmente sul palcoscenico a Londra, per una ripresa della “Sonnambula” di Bellini: “l’importante è che il pubblico non lo sappia”, disse al marito e ai compagni di lavoro. Non immaginava di essere oramai vittima dei postumi della caduta da cavallo…

Nel settembre dello stesso annosi recò al festival di Manchester per eseguire tre concerti, ma all’ultimo, mentre gli spettatori reclamavano il bis, Maria si sentì mancare.
Le consigliarono di far avvertire il pubblico, ma lei disse: “NO! Niente scuse, canterò. Ma sono una donna morta” e tornò in scena. Morì dopo nove giorni di agonia in una suite dell’albergo di Moseley Arms, alle 11:40 del 23 settembre 1836, vegliata dal marito.

Riapertura Fondazione Montanelli Bassi e prossime iniziative

Fucecchio (FI) | Riapertura Fondazione Montanelli Bassi e prossime iniziative

Dal 1 settembre riapre al pubblico la Fondazione Montanelli Bassi con i consueti orari (martedì, giovedì, sabato e domenica ore 15-19)

Riprendono anche le attività già il primo settembre con la seguente inziativa:

In occasione della Festa Salamarzana e dello spettacolo “Brancaleone da Norcia” realizzato dal Gruppo Teatrale Open Doors, il prof. Fabrizio Franceschini dell’Università di Pisa, parlerà sul tema "La vera lingua inventata dell’Armata Brancaleone".

L'incontro si terrà Venerdì 1 settembre 2017 alle ore 17,30 presso il Palazzo della Volta, Via G. di San Giorgio 2 Fucecchio

Vicchio (FI)| Alla Casa di Giotto la conferenza "Giotto nell’Ottocento”

Vicchio (FI)| Alla Casa di Giotto la conferenza "Giotto nell’Ottocento”
Sabato 19 agosto (ore 21)

Sabato 19 agosto (ore 21)  si terrà alla Casa di Giotto di Vicchio la conferenza “Giotto nell’Ottocento” con la partecipazione di Adriano Gasparrini, Aldo Giovannini e Sabrina Malavolti. Coordina Fabrizio Scheggi. Saranno proiettate interessanti diapositive accompagnate dalla musica eseguita da Sabrina Malavolti.

La lingua dell’Armata Brancaleone

brancaleone

In occasione della Festa Salamarzana e dello spettacolo “Brancaleone da Norcia” realizzato dal Gruppo Teatrale Open Doors,
il prof. Fabrizio Franceschini dell’Università di Pisa, parlerà sul tema "La vera lingua inventata dell’Armata Brancaleone".

La S.V. è invitata a partecipare

Venerdì 1 settembre 2017 alle ore 17,30  Palazzo della Volta, Via G. di San Giorgio 2 Fucecchio

A Singapore l’abito di Turandot

A Singapore l’abito di Turandot
Tra gli oggetti esposti nella mostra Serprentiform curata dalla maison italiana Bulgari dal 19 agosto al 15 ottobre

vetrina vestitoTurandotL'abito del secondo atto di Turandot, indossato da Maria Jeritza per la prima dell'Opera al Metropolitan Opera House il 16 novembre 1926, è partito per un lungo viaggio in Oriente. Dopo l’esposizione a Palazzo Reale durante EXPO 2015, una nuova trasferta per il famoso costume, divenuto icona mondiale di Turandot nel mondo.
Il 19 agosto all'Art Science Museum di Marina Bay Sands - Singapore si inaugura la mostra SerpentiForm - Arte, Gioielleria, Design, un'esposizione, ideata e realizzata da Bulgari e curata da Lucia Boscaini, Bulgari heritage curator e dal dipartimento Brand Heritage della maison italiana. La mostra ripercorre attraverso oggetti, gioielli, costumi, riferimenti e opere all'arte contemporanea di Joan Mirò, Marc Chagall, Keith Haring, Niki de Saint Phalle e le fotografie di Robert Mapplethorpe ed Helmut Newton l'uso del serpente e del dragone, quale emblema di seduzione, rinascita e trasformazione lungo l'intero percorso della storia dell'uomo, simboli radicatisi nell'immaginario dell’umanità. Fin dall'antichità, la capacità del rettile di rinnovarsi cambiando pelle, di avvolgersi sinuosamente, ha ispirato la produzione artistica e le arti applicate. L'abito di Turandot – scelto dal Brand Heritage & Exhibitions Dept. di Bulgari​ grazie alle ricerche condotte dai consulenti del settore Storia della Moda e del Costume - sarà esposto vicino a preziose oggetti di collezioni pubbliche e private nelle quali sarà raccontato il mito del serpente: da un Ercole del secondo secolo d. C. che strangola i serpenti di Era, a un Buddha del dodicesimo secolo protetto dal serpente Naga, a statue di divinità cinesi realizzate tra il secondo e il sesto secolo d. C., che proteggono le tombe dai serpenti. Il celeberrimo abito disegnato da Umberto Brunelleschi campeggerà con altri costumi di scena operistica e cinematografica insieme a prestigiosi abiti da sera creati dai migliori stilisti italiani.
L'abito sarà sostituito all'interno della Casa Natale di Lucca da due splendidi costumi del primo e del terzo atto di Turandot realizzati dalla Fondazione Cerratelli sempre sui figurini di Umberto Brunelleschi. "Un riconoscimento importante per la collezione della Casa Natale e per la Fondazione Giacomo Puccini sempre più aperta alle collaborazioni di prestigio, di qualità e di rilievo internazionale e una dimostrazione ancora più evidente della fama e dell'ammirazione, che Giacomo Puccini con le sue opere suscita nel mondo – dichiara il Presidente della Fondazione Giacomo Puccini Alessandro Tambellini".
La mostra resterà aperta fino al 15 ottobre 2017 presso l’Art Science Museum nell’area di Marina Bay Sands a Singapore. L’Art Science Museum, inaugurato il 17 febbraio 2011 dal Primo Ministro Lee Hsien Loong e progettato dall’architetto Moshe Safdie, si compone di una base infissa a terra circondata da un grande laghetto di ninfee e da una struttura a fiore composta di 10 petali, generata da una composizione di sferoidi con dimensioni variabili che sembrano fluttuare sospesi sull’acqua alla base. I Petali altro non sono che una struttura che articola in formazione circolare 10 strutture simili a dita (petali) che si protendono verso l’alto e ospitano 21 gallerie illuminate da luce naturale: il museo è diventato uno dei simboli della città ed è il primo museo dedicato all’interazione dinamica tra arte e scienza.

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